lunedì 22 agosto 2011

La "composizione organica" del Parlamento

di Antonio De Plano, www.contropiano.org

Non intendiamo affatto accodarci al coro di quanti puntano il dito e denunciano "la politica" e i loro rappresentanti, come i principali responsabili dei disastri economici e strutturali nel quale è immerso il paese tutto.

Certamente la classe politica, imprenditoriale e dirigente del nostro paese si sta sempre più dimostrando assolutamente non all’altezza del problema che da tempo sta investendo l’intero sistema economico capitalista occidentale.

Comunque se sono stati eletti qualcuno li ha “nominati” (come si dice alla TV!); e forse questa nomina è avvenuta all’insegna del non-detto e del non-saputo dei trascorsi o delle “avventure” e le professioni dei candidati.

Noi siamo molto curiosi in merito e vogliamo dare una occhiata più da vicino a come è composto il nostro Parlamento, cioè Camera e Senato.

Quali, e quanti, sono gli eletti (non dagli elettori ma, bensì, dalle segreterie dei partiti o meglio dai loro leaders).

Con ciò notiamo che, nelle nostre due camere rappresentative (ma …de chi???), sono presenti “potenti” “circoli lobbystici” o corporazioni varie.

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Per corporazione intendo quegli addetti o appartenenti a professioni per le quali occorre essere iscritti ad un “albo professionale”, nel quale, per poterci far parte, si debbono superare alcune prove o esami, siano essi selettivi che di “affidabilità”!!

Se osserviamo la composizione delle nostre due camere rappresentative, Camera e Senato, notiamo che viene, come dire, riproposto il vecchio strumento dello “Stato Corporativo”, di repubblichina memoria!!!

Il posto d’onore va agli avvocati, 134 in parlamento, 87 alla Camera e 47 al Senato, di ogni partito, gruppo e sottogruppo possibile, solitamente i meno presenti in aula. I più strutturati economicamente appartengono però, almeno culturalmente, al centrodestra.

Alcuni di costoro contano tutti su redditi, diciamo così, vigorosi, con imponibili che vanno da milioni di euro ad alcune centinaia di migliaia, annui. Molti di questi (quasi tutti) continuano ad esercitare la loro professione nonostante siano percettori della indennità di base prevista per gli eletti alla camera ed al Senato: 14 mila euro al mese, tutto compreso, più trasferte e spese sanitarie coperte.

Nelle inchieste fatte da alcuni giornalisti i commenti sono: «…il Parlamento è frustrante»!

Infatti: … Su 945 eletti, infatti, in 446 (176 senatori e 270 deputati) continuano a svolgere il loro vecchio mestiere. Questo calcolo deriva dall’incrocio delle dichiarazioni dei redditi con l’indennità base dei singoli parlamentari. (Carlo Puca da Panorama.it 25/7/2011)

E’ chiaro che, al dunque, quando nei due rami del parlamento viene proposta una legge che modifichi e rendendo più agevole il far parte di queste vere e proprie “corporazioni”, assistiamo ad una alzata di scudi bipartisan per rendere difficoltosa l’attuazione della proposta o almeno allontanarla nel tempo.

Tempo addietro nei nostri commenti e riflessioni si ipotizzava e si affermava che la società si stava sempre più corporativizzando fino ad assumere le caratteristiche di uno stato neo-corporativo.

Nelle nostre analisi notiamo che:

Composizione della Camera dei Deputati 630

Composizione del Senato 315

Tot. 930

Professionisti eletti Camera e Senato

1) magistrati 17 , ai magistrati è imposta l’aspettativa , non possono svolgrre il doppio incarico;

2) avvocati 134 = (87 dep. 47 sen.) gli avvocati possono svolgere il doppio incarico, non c’è divieto;

3) dirigenti 133

4) imprenditori 114

5) docenti universitari 77

6) giornalisti 89

7) medici 53

617 = 66,3% (degli eletti)

8) operai 4 = 0,43% (degli eletti)

quale miglior lettura di questa?

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