giovedì 18 agosto 2011

Quando la politica funziona: Napoli ripulita dai rifiuti.



Siamo talmente abituati all’idea di essere circondati da una masnada di politici corrotti e bugiardi che vedere realizzata la promessa elettorale dell’amministrazione De Magistris di ripulire Napoli obbliga a stropicciarsi gli occhi per l’incredulità e la gioia, pensando al destino di una città tanto tormentata e tanto amata e perché in quella nuova amministrazione tanti di noi hanno riposto fiducia e speranza.
Nessun miracolo ma il frutto del lavoro, della buona gestione, dell’onestà e della competenza di De Magistris e del vice-sindaco Tommaso Sodano, della loro capacità di coinvolgere e motivare i cittadini e i dipendenti delle aziende comunali e private che si occupano della nettezza urbana.
Un percorso completamente differente dagli ostentati ed illusori successi del duo Bertolaso – Berlusconi che pur contando su ben altri mezzi e risorse (fondi finanziari, l’esercito, leggi straordinarie) hanno ottenuto il solo risultato di nascondere per qualche tempo l’immondizia sotto il tappeto, non avendo alcuna intenzione di contrastare e combattere l’ipoteca che la camorra ha posto da decenni sulla gestione dei rifiuti in Campania.
Napoli ha certo di fronte a sé enormi problemi (la camorra, la crisi economica e la disoccupazione, l’inquinamento) e per la soluzione della stessa questione rifiuti siamo solo al primo gradino a cui dovranno seguire, perché tra qualche mese non si rivedano le strade nuovamente invase dalla ‘monnezza’, lo sviluppo della raccolta differenziata fino al promesso settanta per cento dell’intera ‘produzione’ della città, l’individuazione dei siti per il compostaggio e le discariche in cui provvisoriamente stoccare i rifiuti.
Ma il mantenimento della promessa, dopo due mesi dall’insediamento, di liberare dai rifiuti le strade di Napoli, restituendo anzitutto al suo popolo un minimo di dignità e decenti condizioni di vita, è un ottimo inizio che non può che rappresentare un segno di speranza per il futuro della città. E forse un’indicazione del fatto che è possibile anche in Italia costruire un’alternativa politica che riesca a perseguire il bene comune.
Siamo talmente abituati all’idea di essere circondati da una masnada di politici corrotti e bugiardi che vedere realizzata la promessa elettorale dell’amministrazione De Magistris di ripulire Napoli obbliga a stropicciarsi gli occhi per l’incredulità e la gioia, pensando al destino di una città tanto tormentata e tanto amata e perché in quella nuova amministrazione tanti di noi hanno riposto fiducia e speranza.
Nessun miracolo ma il frutto del lavoro, della buona gestione, dell’onestà e della competenza di De Magistris e del vice-sindaco Tommaso Sodano, della loro capacità di coinvolgere e motivare i cittadini e i dipendenti delle aziende comunali e private che si occupano della nettezza urbana.
Un percorso completamente differente dagli ostentati ed illusori successi del duo Bertolaso – Berlusconi che pur contando su ben altri mezzi e risorse (fondi finanziari, l’esercito, leggi straordinarie) hanno ottenuto il solo risultato di nascondere per qualche tempo l’immondizia sotto il tappeto, non avendo alcuna intenzione di contrastare e combattere l’ipoteca che la camorra ha posto da decenni sulla gestione dei rifiuti in Campania.
Napoli ha certo di fronte a sé enormi problemi (la camorra, la crisi economica e la disoccupazione, l’inquinamento) e per la soluzione della stessa questione rifiuti siamo solo al primo gradino a cui dovranno seguire, perché tra qualche mese non si rivedano le strade nuovamente invase dalla ‘monnezza’, lo sviluppo della raccolta differenziata fino al promesso settanta per cento dell’intera ‘produzione’ della città, l’individuazione dei siti per il compostaggio e le discariche in cui provvisoriamente stoccare i rifiuti.
Ma il mantenimento della promessa, dopo due mesi dall’insediamento, di liberare dai rifiuti le strade di Napoli, restituendo anzitutto al suo popolo un minimo di dignità e decenti condizioni di vita, è un ottimo inizio che non può che rappresentare un segno di speranza per il futuro della città. E forse un’indicazione del fatto che è possibile anche in Italia costruire un’alternativa politica che riesca a perseguire il bene comune.


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