domenica 27 marzo 2011

Non fate fare la guerra ai generali!

Dice bene Luciano Scalettari, nel suo blog su ilfattoquotidiano.it, che non ha senso preparare la guerra per decenni appoggiando Gheddafi e poi, quando la guerra è iniziata chiedere ai pacifisti “Cosa fareste voi per evitare il massacro dei ribelli?”.


Tu gli spieghi che è un po’ tardi per evitare la guerra, che ormai è iniziata, e loro insistono: “Sì, va beh, ma adesso sei favorevole ai bombardamenti contro Gheddafi o no?” Se insisti a dirgli che non capiscono, s’incazzano e ti accusano: “Allora lei avrebbe lasciato Hitler al potere, libero di sterminare gli ebrei?”

No, io gli avrei impedito di andare al potere evitando la Prima Guerra Mondiale ed evitando di appoggiarlo agli inizi (faceva comodo contro il “pericoloso” movimento socialista tedesco) e avrei evitato di costruire campi di sterminio in Sud Africa per insegnargli come si fa un genocidio.

E potremmo anche aggiungere noi una domanda: come mai nessuno ha evitato i massacri in Ruanda? (1 milione e passa di morti.) E quelli in Congo? (Un numero non calcolabile di morti, secondo alcuni più di 3 milioni.) Come mai a nessuno interessa fare qualche cosa di vero ed efficiente ad Haiti, dove non c’è neanche il problema di distruggere la loro aviazione perché non l’hanno mai avuta, ma solo quello di dargli da mangiare, un tetto e un lavoro, evitando di contagiarli con il colera?

Questi che parlano di guerra umanitaria evidentemente diventano umani solo quando c’è di mezzo il petrolio, se non c’è il petrolio qualunque pazzo può fare uno sterminio in santa pace e poi magari lo invitano anche a cena.

Comunque, volendo fare un esercizio filosofico, qualche cosa, come pacifisti, potremmo dirla. Ammettiamo per un attimo che esista un caso nel quale la guerra non si poteva evitare agendo prima, ammettiamo per un attimo che esista una guerra umanitaria.

Punto primo: durante una tale guerra, dovresti evitare di ammazzare civili come fossero mosche. Ma questo gli eserciti oggi esistenti non lo sanno fare. Se n’è accorto Obama… Chi ha seguito la vicenda afghana ha potuto vedere come, nonostante gli sforzi di Obama e del nuovo stato maggiore, nonostante pesanti pressioni, nuovi protocolli operativi, sanzioni gravi per evitare errori di bombardamento, gli aerei Usa abbiano continuato ad ammazzare donne e bambini. Non ci si riesce! Con tutte le attrezzature fantascientifiche che hanno non riescono a distinguere un battaglione di talebani da una festa di matrimonio… Perché succede? Semplicemente non puoi pensare di prendere un ragazzo di 18 anni, trattarlo a pesci in faccia e marce forzate per mesi, lasciare che un sergente istruttore testa di cavolo lo insulti e lo umili, imbottirlo di idiozie sulla virilità e la forza, mettergli in mano un aereo da 100 milioni di dollari e poi pretendere che non si senta Dio e che ragioni in modo pacato quando sgancia un missile da 5 mila metri di altezza. Non funziona. I soldati occidentali studiano per uccidere in modo forsennato, non per ragionare.

E la logica che permea gli eserciti “dei paesi civili” fa da concime a questo disastro. Da 20 anni ormai i soldati vedono che i loro comandi utilizzano proiettili anticarro all’uranio impoverito. Si va a liberare la Somalia, l’Iraq, il Kosovo, l’Afghanistan e si contaminano vaste aree provocando una ricaduta di tumori e malformazioni… Un chiaro segnale di disinteresse dei generali per il destino delle popolazioni che vanno a salvare (oltre che per i loro soldati che sono morti a migliaia).E tra l’altro colgo l’occasione per chiedere ai giornalisti sostenitori delle guerre umanitarie: “Avete chiesto ai comandi impegnati in Libia se stanno usando quei maledetti proiettili all’uranio impoverito anche in questa guerra?” Mi sa che i giornalisti guerrieri anche questa volta si sono dimenticati di chiederlo… Massì. Macchissenefrega… Un po’ di sostanze letali non hanno mai rovinato il petrolio…

Un’altra cosa che mi stupisce è quest’idea della guerra che hanno i generali di West Point e dintorni. Si occupano solo di sparare come se la guerra fosse una mera questione militare. Gengis Khan era un grande criminale ma almeno questo l’aveva capito, prima dell’eco delle sue vittorie militari arrivava all’orecchio dei popoli che andava a combattere la notizia che i mongoli abbassavano le tasse esose che i re locali pretendevano. Si chiama guerra psicologica. Ci dovrebbe essere un capitoletto su qualche manuale a uso dei generali. Un capitoletto che dice che se butti le bombe dovresti buttare anche cibo, antenne satellitari per collegarsi a internet (il web è un’arma potente contro i dittatori) e magari iniziare subito, nei territori liberati, a costruire scuole, ospedali, occasioni di lavoro… L’Onu ci ha vietato di mandare truppe di terra, ma non ha detto niente su idraulici e muratori. Da Bengasi hanno chiesto a gran voce rifornimenti alimentari perché la popolazione è allo stremo. Berlusconi una cosa intelligente l’ha fatta (probabilmente si è distratto un attimo): ha riempito un paio di navi di cibo e le ha mandate ancor prima che iniziassero i bombardamenti. Ma due navi, insomma, non sono un gran che… È come mandare un panino con le aringhe per nutrire tutti gli spettatori di uno stadio. Lo puoi fare se poi sei anche Gesù e le moltiplicazioni ti riescono bene. Ma qui mi sa che sono bravi solo con le sottrazioni…

Nb: Per uno che vuol costruire la pace tra i popoli non ha senso ammassare migliaia di immigrati clandestini per giorni a dormire per terra, senza bagni, poco cibo schifoso, assistenza medica e neanche un servizio di raccolta dei rifiuti. Quando gli arabi vedono queste scene al telegiornale cosa volete che pensino? Che siamo esseri senza un briciolo di pietà! E’ così che si concima l’odio!

Per fortuna che i lampedusani sono più intelligenti del governo e hanno offerto vestiti, cous cous e medicine a questi poveretti. Dal governo molte chiacchiere e una lentezza esasperante. Cosa ci vuole a far arrivare 4 navi da guerra a Lampedusa e organizzare qualche cosa di umano? Se c’era da bombardare Lampedusa state certi che lo avrebbero già fatto. Vergognatevi!Ora che ci penso: bombardare Lampedusa è un’idea geniale. Via il dente, via il dolore. A Lampedusa ci sono solo cinquemila abitanti e hanno delle dichiarazioni dei redditi patetiche… Mi sembra un prezzo collaterale più che accettabile! In fondo ce l’hanno chiesto proprio gli abitanti di Lampedusa di risolvere il problema! E poi di isole ne abbiamo così tante…Ideona: bombardiamo Lampedusa e poi ci costruiamo una centrale nucleare! Praticamente in Africa… 2 piccioni con una fava.

Se non vi va bene di sterminare i lampedusani almeno sparate dagli elicotteri sui barconi appena entrano in acque italiane. Cosa le tenete a fare le mitragliatrici? Per bellezza? E’ disumano? Balle! Quanti clandestini sono morti per cercare di raggiungere Lampedusa? Migliaia! Ne facciamo fuori qualche centinaio in un paio di giorni e vedrete che non vengono più a rompere… Ne ammazzi 100 per salvarne mille. Ok, il prezzo collaterale è giusto!
Jacopo Fo, Il Fatto quotidiano

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