lunedì 8 ottobre 2012

La sinistra unita propone "Quattro firme per un'Italia più giusta"



di Armando Allegretti, 
www.umbrialeft.it
 
PERUGIA - Nuove avventure ai banchetti per la raccolta delle firme organizzata dalla sinistra umbra. Si parte sabato 13 ottobre con la raccolta delle firme per i 4 referendum proposti da Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Comunisti Italiani, Verdi e ancora Fiom, la “Cgil che vogliamo” e A.L.B.A.
Le prime due raccolte di firme riguardano i diritti del lavoro cioè il ripristino dell'articolo 18 e l'abrogazione dell'articolo 8 del decreto legge n.138 del 2011 che ha seriamente minato alla base i fondamenti del contratto nazionale. Le altre due iniziative, che vedono partecipi tutte le forze che compongono il Comitato, puntano alla totale abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e alla cancellazione della diaria per i parlamentari e bonificare il terreno della politica da incongrui utilizzi di denaro pubblico.
Paolo Brutti (Idv) in apertura della conferenza stampa di stamattina, per la presentazione dei 4 referendum ha ricordato che “l’obiettivo da raggiungere solo in Umbria è di 20mila firme, un traguardo impegnativo, ma non impossibile”.
Al tavolo della conferenza anche il Prc, con il segretario regionale Luciano Della Vecchia, che ha sottolineato l’importanza dell’evento ricordando anche mai come sta volta “la sinistra è unita, una sinistra unita in difesa dell’articolo 18 e dei diritti dei lavoratori”. “La cancellazione dell’articolo 18 – sottolinea Della Vecchia – ha di fatto scardinato il fondamento del diritto al lavoro e della democrazia, elementi fondanti dai quali è rinata l’Italia del dopoguerra”. “Si tratta di un percorso totalmente aperto quello che stiamo avviando, in primo luogo pensiamo che la questione lavoro deve essere inserita nell’agenda delle istituzioni, gli effetti devastanti della riforma Fornero arrivano anche in Umbria, la crisi non è stata risolta dal Governo Monti, anzi, il Governo non ha fatto altro che accelerarla” – ha concluso il segretario del Prc.
Sel, invece, ha posto l’accento sull’importanza del referendum per mettere in connessione lo statuto dei lavoratori con i principi fondamentali della costituzione, sottolineando anche come il duro attacco allo statuto dei lavoratori, con la cancellazione dell’articolo 18, ha minato le fondamenta di quelli che sono diritti imprescindibili dei lavoratori.
Sostegno al referendum anche dalle altre forze politiche presenti al tavolo, stamattina, Cesare Mega dei Comunisti italiani ha espresso pieno sostegno al referendum e alla campagna presentata stamani sostenendo che “l’unica cosa rottamata, ad oggi, sono i diritti dei lavoratori, sosteniamo e portiamo avanti la raccolta firme anche per far capire ai lavoratori che non sono soli”.
Unità della sinistra, diritti fondamentali e ripristino dell’articolo 18 all’ordine del giorno, per questo pur provenendo da strade diverse, Italia dei Valori, Rifondazione comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Parti¬to dei Comunisti italiani, Verdi per l'Umbria, A.L.B.A., insieme al sindacato Fiom Cgil e “Cgil che vogliamo”, hanno deciso di intraprendere questa battaglia referendaria comune e articolata in quattro iniziative.
Questo hanno ribadito i firmatari nel documento presentato oggi, un appello che “chiama esplicitamente a raccolta tutta la società civile, le personalità della cultura e della ricerca, i diri¬genti sindacali e l'intero popolo della sinistra e del Partito democratico, i movimenti della rete, cittadini che credono an¬cora in certi valori e si ribellano a un degrado imbevuto di mistificazione e impunità. E' un richiamo energico alla veri¬tà dei fatti, all'umanità, perfino al comune buon senso.
Quattro firme per curare l'Italia, per ripristinare i principi di solidarietà e giustizia che nessuna crisi può permettersi di cancellare. Per dire a coloro che detengono le redini del potere e della finanza che le cose devono cambiare e che cam¬bieranno. A suon di firme e a colpi di democrazia”.

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