venerdì 21 settembre 2012

Tasse. I ricchi non piangono mai di StefanoPorcari, www.contropiano.org

La tassa sui natanti porta nelle casse dello Stato un sesto di quanto previsto (24 milioni su 155). Quando si vanno a tassare i patrimoni dei ricchi i risultati sono sempre inferiori al previsto e al dovuto. In compenso l'Inps non si fa scrupolo di sottrarre 80 milioni di euro ai pensionati più poveri.

Alla fine pagano di più i pensionati poveri che i ricchi possessori di yacht, barche e natanti oltre i dieci metri. I primi dovranno restituire 80 milioni di euro, i secondi porteranno alle casse dello Stato solo 24 milioni sui 155 previsti. Cifre e storie di persone in carne ed ossa che gridano vendetta.
La tassa sulle imbarcazioni introdotta dal governo Monti, a fronte dei 155 milioni di euro di gettito stimato dagli uffici dell’amministrazione finanziaria per l’anno 2012, rivela che i versamenti affluiti nelle casse dell’erario ammontano ad oggi solo a circa 24 milioni di euro. La conferma viene dal sottosegretario del Ministero dell'Ecomomia e Finanze, Vieri Ceriani, che ha nella giornata di ieri ha illustrato la situazione ai deputati della commissione finanze di Montecitorio rispondendo ad una interrogazione parlamentare del Pdl.
Secondo il decreto legge n. 201/2011. Il prelievo, inizialmente concepito come tassa di stazionamento applicabile dal 1° maggio 2012 alle unità da diporto con scafi superiori ai 10 metri, è stato successivamente trasformato in tassa di possesso. Secondo il sottosegretario Ceriani, il gettito inferiore alle attese, proprio alla luce del fatto che il prelievo tributario colpisce il possesso, non è imputabile all’esodo degli armatori verso i porti stranieri, tenuto pure conto del fatto che “il calo delle presenze riguarda anche imbarcazioni non soggette alla tassa perché di dimensioni inferiori a quanto stabilito dalle norme”. Si ricorda che la tassa annuale su imbarcazioni e navi di lunghezza superiore a 10 metri deve essere corrisposta da proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio e utilizzatori in leasing residenti in Italia. Insomma quando si prova a mettere il sale sulla coda ai ricchi non si ricava mai quanto previsto, tantomeno quanto dovuto. Specularmente a questa notizia se ne affianca un'altra che grida vendetta. Duecentomila pensionati al minimo dovranno infatti restituire la quattordicesima indebitamente percepita nel 2009. Si tratta di parte di coloro che hanno più di 64 anni e una pensione non superiore a 8650 euro all'anno (!), i quali, grazie ad una legge del 2007, ricevono una sorta di quattordicesima il cui importo varia a seconda degli anni di contributi versati. l'Inps recupererà con questa operazione circa 80 milioni di euro, quasi quattro volte di più di quanto lo Stato ha incassato con la tassa sugli yacht.

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