giovedì 17 aprile 2014

Gli apprendisti stregoni dell’Italicum

 
Riforme. Il bipolarismo che non c’è dovrebbe consigliare un ritorno alla razionalità, l’abbandono delle soglie e dei premi, per un proporzionale con correttivi come nel sistema tedesco
Italicum-Simulazione-elezioni-politiche-620x350Nuvole nere si adden­sano sulla nuova legge elet­to­rale annun­ciata con squilli di fan­fara e rullo di tam­buri come la “riforma” che avrebbe assi­cu­rato una mag­gio­ranza di legi­sla­tura, di centro-sinistra o di centro-destra. Che l’Italicum susciti seri dubbi di legit­ti­mità costi­tu­zio­nale lo si sa ed è negato solo da chi dà una let­tura mini­ma­li­sta della sen­tenza con la quale la Corte costi­tu­zio­nale ha azzop­pato il Por­cel­lum, rite­nendo suf­fi­cienti la fis­sa­zione di una qual­siasi per­cen­tuale di voti per otte­nere il pre­mio di mag­gio­ranza e la cono­sci­bi­lità dei can­di­dati all’interno di liste brevi. Non è così.
L’entità del pre­mio e la soglia del 37% dei voti suf­fi­ciente per otte­nerlo com­pri­me­reb­bero comun­que in misura irra­gio­ne­vole la rap­pre­sen­ta­ti­vità del Par­la­mento e l’eguaglianza del voto; inol­tre le liste bloc­cate, per di più accop­piate alla distri­bu­zione dei seggi su scala nazio­nale, non garan­ti­reb­bero affatto la libertà del voto degli elet­tori. Ma negli ultimi giorni sta venendo alla luce il vizio di fondo dell’Italicum: l’idea che il sistema elet­to­rale di per sé debba san­cire la sera del voto la nascita del governo. Il che può veri­fi­carsi solo in sistemi auten­ti­ca­mente pre­si­den­ziali, come negli Stati uniti, nei quali il corpo elet­to­rale elegge il ver­tice dell’esecutivo, ma non in Fran­cia, dove l’individuazione del futuro governo deriva da due ele­zioni distinte, quelle del Pre­si­dente e dell’Assemblea nazio­nale, e men che meno nelle forme di governo par­la­men­tari, come dimo­strano le ultime ele­zioni tenu­tesi nel Regno Unito (nel 2010) e in Ger­ma­nia (nel 2013) dalle quali sono sca­tu­riti governi di coa­li­zione sulla base di un accordo poste­let­to­rale tra due partiti.
Ebbene, gli idea­tori dell’Italicum per garan­tire l’esito pro­messo hanno agito come gli appren­di­sti stre­goni, facendo ricorso ad incan­te­simi che for­zano la realtà con il rischio di pro­durre danni irre­pa­ra­bili. Infatti, pur essendo fer­venti soste­ni­tori di sistemi elet­to­rali mag­gio­ri­tari, si sono ben guar­dati dal pro­porli in un con­te­sto poli­tico tri­po­lare come quello uscito dal voto dell’anno scorso, ren­den­dosi conto che nep­pure for­mule mag­gio­ri­ta­rie, all’inglese o alla fran­cese, pro­dur­reb­bero con cer­tezza una mag­gio­ranza di governo la sera del voto. E allora hanno costruito un sistema mostruoso, ine­si­stente nel mondo demo­cra­tico, che è a base pro­por­zio­nale, ma con­tiene una over­dose di mec­ca­ni­smi iper­mag­gio­ri­tari anti­de­mo­cra­tici (come la soglia di sbar­ra­mento dell’8% per le liste non coa­liz­zate, che non ha eguali nelle migliori demo­cra­zie) e con­trad­dit­tori (da un lato lo sbar­ra­mento che esclude i par­titi anche di media con­si­stenza, dall’altro il pre­mio di mag­gio­ranza che rende indi­spen­sa­bili anche i voti dei par­titi minu­scoli e quindi pro­mette nuove coa­li­zione ete­ro­ge­nee, coat­tive e inca­paci di governare).
Infine c’è la pre­vi­sione, da vero dot­tor Stra­na­more dell’ingegneria elet­to­rale, del bal­lot­tag­gio di coa­li­zione, anche que­sta una inven­zione nostrana molto diversa dal mag­gio­ri­ta­rio a dop­pio turno esi­stente per le ele­zioni par­la­men­tari in Fran­cia, dove il secondo turno, che si tiene solo se al primo nes­sun can­di­dato ha otte­nuto il 50% più uno dei voti e non è di bal­lot­tag­gio per­ché sono ammessi non due can­di­dati ma quelli che hanno rag­giunto all’incirca il 20% dei voti, è sta­bi­lito per l’assegnazione del seg­gio in ogni col­le­gio uni­no­mi­nale. È evi­dente l’intento degli idea­tori dell’Italicum di imporre per legge un bipo­la­ri­smo centro-sinistra/centro-destra che non esi­ste più nella realtà pena­liz­zando gra­ve­mente il terzo polo. E ciò al prezzo di annul­lare la volontà di una parte con­si­stente del corpo elet­to­rale e di pro­durre un forte aumento dell’astensionismo al secondo turno.
Ma oggi i crea­tivi inge­gneri elet­to­rali cascano dal pero e sco­prono che, dato il pro­gres­sivo calo di Forza Ita­lia pre­an­nun­ciato dai son­daggi, al secondo turno potrebbe andare (e magari anche vin­cere le ele­zioni) il Movimento5Stelle. Eppure non ci voleva molto a valu­tare come pos­si­bile un esito del genere con tre poli distan­ziati tra di loro di pochi punti per­cen­tuali. Ed è una con­sta­ta­zione ogget­tiva che l’Italicum sia l’unico sistema, rispetto a tutti quelli pra­ti­cati nelle demo­cra­zie, con il quale il M5S poten­zial­mente potrebbe aspi­rare a con­qui­stare la mag­gio­ranza asso­luta dei seggi.
Come nella Bal­lata di Goe­the, e nella stu­penda tra­spo­si­zione cine­ma­to­gra­fica che ne ha fatto Walt Disney in “Fan­ta­sia”, l’incantesimo si ritorce con­tro l’apprendista stre­gone. E allora non resta che tor­nare alla realtà e alla razio­na­lità, abban­do­nando premi mostruosi e soglie abnormi, per pro­porre un sistema pro­por­zio­nale con cor­ret­tivi ragio­ne­voli, simile a quello tede­sco. Infatti nel con­te­sto poli­tico ita­liano l’unica solu­zione pra­ti­ca­bile (e pre­fe­ri­bile a tutti gli arti­fici iper­mag­gio­ri­tari) è che i par­titi si pre­sen­tino agli elet­tori con la loro iden­tità e su un pro­gramma che si pro­ponga di spo­stare a pro­prio favore il con­senso popo­lare. Se poi nes­suno riu­scisse a con­qui­stare la mag­gio­ranza dei seggi, si dovrebbe dare vita a governi di coa­li­zione pro­gram­ma­tici, che cer­ta­mente sareb­bero migliori dei governi tec­nici e di quelli “di larga intesa” (l’ultimo dei quali a dar retta a Renzi dovrebbe durare fino al 2018!), che i mec­ca­ni­smi iper­mag­gio­ri­tari ci hanno regalato.
   
Mauro Volpi - il manifesto

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