martedì 12 febbraio 2013

I CONTI DEL GRILLO




Reddito di cittadinanza, i conti di Grillo non tornano
Si fa presto a dire Reddito di Cittadinanza. Grillo nei suoi venti punti di programma lo ha inserito come primo punto, ma si è scordato qualche passaggio per capire come finanziarlo. Uno può dire che occorre eliminare le spese della politica e della casta, giusto. Un altro può dire che occorre stoppare la Tav e le opere inutili, tagliare le province, e gli f 35, giusto. Ma non basterebbe, anche perchè se si parla di reddito di cittadinanza non si parla di spese una tantum ma di una riforma strutturale del welfare che a occhio dovrebbe arrivare intorno ai 20 miliardi di euro l'anno.

Leggendo gli altri 20 punti del programma però non troviamo nulla per capire come affrontare questo tema. Anzi, giustamente Grillo chiede di rifinanziare la sanità pubblica, togliere l'Imu per la prima casa, e non specifica se dalla legge sula corruzione si prevedono entrate per lo stato.

Non c'è nulla sull'evasione, nulla sulla tassazione delle rendite finanziarie, nulla sulla patrimoniale sulle grandi ricchezze. Nemmeno se facciamo lavorare i parlamentari, i consiglieri regionali e comunali in miniera gratuitamente dopo le sedute riusciremo a finanziare questa misura.

Detta in altri termini, ci pare che il programma di Grillo sia un programma dato dalla somma di singole istanze utili come "calamita" elettorale per pescare su bacini differenti. Se però proviamo a trovare una sintesi unitaria il programma non sta in piedi nemmeno come titoli spot. Ed è questa la forza politica ed al tempo stesso il grande limite di questo programma: la sua forza perchè in quel programma tutti possono riconoscersi e quindi votarlo in una generica lotta alla casta -che sembra essere solo quella dei politici-, il suo limite, è che per attuarlo non è possibile accontentare tutti come Grillo vorrebbe fare. I ricchi e i poveri sono stati messi insieme in Italia solo in una band musicale! Lotta efficace all'evasione fiscale e patrimoniale sulle grandi ricchezze sono misure che scontentano molti in questo paese, senza le quali però, il reddito di cittadinanza che propone Grillo non è sostenibile anche se si decide di ripudiare il Fiscal Compact ( a proposito, per quanto riguarda l' Europa la posizione di Grillo oramai è quella dell'uscita dall'Euro, una proposta questa che, se non accompagnata dall'introduzione del Fiscal Drag per tutelare i salari dei lavoratori e le pensioni sarebbe devastante per le classi popolari in questo paese che subirebbero il durissimo colpo dell'aumento dell'inflazione una volta tornati alla lira. Anche su questo però non è dato sapere altro) . Sia chiaro inoltre che fino ad ora, non sappiamo la platea dei soggetti alla quale si rivolge questa proposta, così come non è dato sapere se e come verrebbero sostituiti gli ammortizzatori sociali esistenti ( cassa integrazione ad esempio).Non sappiamo inoltre se questa spesa sia a carico dell'Inps ( lavoratori dipendenti che pagano il reddito ai disoccupati) o alla fiscalità generale ( cioè tassando i ricchi per dare ai più deboli una sicurezza). Se vi capita fate qualche domanda di questo tipo a Grillo, sentite che vi risponde.

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