domenica 10 gennaio 2016

La patente per il conto in banca

di Paolo Ciofi
 
I geni, si sa, hanno idee geniali. E il prof. Alesina, docente all’Università di Harvard, teorico dell’«austerità espansiva», autore insieme al genio numero uno prof. Giavazzi del trattato fondamentale Il liberismo è di sinistra, indicato dall’Economist come possibile percettore del premio Nobel per l’economia, inevitabilmente lo dimostra. Geniale è infatti la sua proposta per evitare i deprecabili eventi che hanno messo sul lastrico migliaia di risparmiatori. «Chiunque apra un conto in banca - ha scritto nel fondo del Corriere della sera il 7 gennaio - dovrebbe disporre di una ‘patente finanziaria’. Dovrebbe cioè superare un esame tipo quello di teoria che si sostiene nel caso della patente auto. Un esame con una cinquantina di domande alle quali rispondere con esattezza». Cosi i risparmiatori, oltre a mettere i soldi a disposizione dei banchieri, dovrebbero fare anche il lavoro dei bancari. Una vera epifania, un’idea talmente geniale che sembra suggerita da Checco Zalone: manca solo l’assicurazione obbligatoria per aprire il conto. Ma non basta, perché il gioco di borsa dovrebbe far parte secondo Alesina anche dell’istruzione delle «generazioni future», soprattutto nei licei, «che ambiscono a rappresentare il meglio dell’istruzione». In attesa che tale obiettivo della nuova cultura sia raggiunto e che la Repubblica democratica, fondata sul lavoro, sia finalmente trasformata in un’oligarchia fondata sulla dittatura della finanza, suggeriamo all’esimio professore pronosticato per il Nobel di far studiare ai suoi allievi, e di studiare egli stesso, la vicenda del suo collega Robert Merton. Il quale il Nobel lo ha ricevuto davvero per aver elaborato una formula matematica in grado di azzerare il rischio degli investimenti. Ma, dopo un anno, ha visto fallire LCTM, il suo fondo di copertura. Forse anche un genio come il prof. Alesina capirebbe perché nella nostra Costituzione sta (ancora) scritto così: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito».

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