martedì 21 maggio 2013

Report su Grillo: a chi vanno i soldi del blog?


Report su Grillo: a chi vanno i soldi del blog?
di Desk2 -Globalist.it
Anche le migliori storie d’amore prima o poi finiscono. È successo anche tra Milena Gabanelli, vincitrice delle Quirinarie nonché presentatrice di Report, e il Movimento 5 Stelle. Causa della rottura? Un servizio che incalza Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sulla trasparenza nel corso dell’ultima puntata di Report, andata in onda domenica 19 maggio su Rai Tre.
Al centro del servizio una serie di domande al M5s, durante la puntata che mostrava le opacità nel finanziamento dei privati ai partiti. Su Twitter molti hanno sottolineato come la Gabanelli non si sia fatta influenzare dall’essere risultata, poco tempo fa, la candidata più votata dai militanti grillini on line.
La giornalista non ha risparmiato nessuno. Ha così cercato di fare luce sui fondi del M5s, chiedendo al “Semplice Portavoce” Grillo se i proventi del blog vadano al MoVimento stesso. Oltre a domandarsi a quanto ammonti il guadagno della Casaleggio Associati dalla pubblicità del sito.
I grillini sono stati gli unici a rifiutare i rimborsi e a finanziarsi tramite piccole donazione dei privati, proprio dal blog di Beppe Grillo. Ma la trasparenza, sembra di capire dalla puntata di Report, non la fa da padrone dalle parti del Movimento. «Difficile fare una stima del ricavoin pubblicità. Attendiamo l’ultimo bilancio della società di Casaleggio sperando che non sia generico come quello del 2011. Chi avrebbe potuto dirci a quanto ammontano i guadagni dell’ultimo anno, quello del boom, è proprio Casaleggio, che ha preferito non rilasciare l’intervista», si è detto a Report.
La trasmissione mostra Casaleggio che testualmente dice “A questa domanda non voglio rispondere”. Poi si parla del logo del Movimento, di proprietà di Grillo: questo è il primo caso di un movimento politico che pubblicizza sotto il proprio simbolo un prodotto commerciale, vale a dire il blog. Quindi potrebbe essere un sistema innovativo per finanziare la politica.
Nel servizio di Sabrina Gianni ricorda quanto prescritto nel codice di comportamento firmato dai candidati del M5s: «i gruppi di comunicazione per i parlamentari di Camera e Senato saranno definiti da Beppe Grillo». «Così tutta la comunicazione del movimento, dal blog al Parlamento, è sotto il controllo della Casaleggio Associati. Ma lo stratega del marketing politico era già entrato nel palazzo come consulente dell’Italia dei Valori, pagato con il denaro incassato grazie al finanziamento pubblico, della cui abolizione il Movimento 5 Stelle ha fatto il suo cavallo di battaglia».
E poi il colpo finale della Gabanelli: «Bene, in assenza dei protagonisti che hanno preferito declinare l’invito, due considerazioni: la prima, il movimento è esploso in pochi mesi, nel disordine pretendere subito ordine nei conti comprendiamo che è complesso, ma aspettiamo quanto prima la pubblicazione delle fatture promesse. Secondo l’house organ del movimento di fatto è il blog, la voce politica passa da lì, i proventi vanno anche al movimento oppure no? Domanda semplice, trasparenza esige risposta, anche se la legge non vi obbliga. Ciò detto, con 3 milioni di disoccupati smettete di parlare dei scontrini, e il vostro 25% di voti tiri fuori tutte le idee che ha. Nessuno di noi, nessuno al mondo pensa che la politica viva d’aria, e per garantire, affinché garantisca l’interesse generale e non venga fatta solo dai ricchi, in tutta Europa è finanziata dal pubblico, l’imperativo è non buttare i soldi dalla finestra, come è stato fatto fino ad adesso. Si potrebbe addirittura anche ipotizzare delle proposte alternative: quella peresempio di dare la possibilità alle persone fisiche – non alle imprese, perché possono avere dei conflitti di interesse – di dare, di destinare ciò che vogliono a chi vogliono, interamente detraibile. Potrebbe anche essere un modo per premiare i risultati e renderci tutti più partecipi e responsabili. Nonché vigili».

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