sabato 22 dicembre 2012

Cambiare si può se a ogni testa corrisponde un voto

Alla vigilia dell'assemblea nazionale un appello chiede che pari dignità per chi partecipa al percorso del quarto polo.
Mentre il cinema Capranica è già pieno mezz'ora prima che cominci la kermesse di Ingroia, De Magistris e Orlando (e alla vigilia di , in redazione ci giunge un appello che facciamo circolare. "Siamo alcuni dei 15mila partecipanti alle assemblee di Cambiare si può. Siamo militanti di base, senza incarichi di direzione e abbiamo scelto di firmarci senza cognome perché ciascuno di voi possa riconoscere migliaia di persone simili a noi, i vostri compagni di lotte, il vostro vicino del Teatro Vittoria, quello che gli sfila a fianco lungo i sentieri della Clarea o nelle strade delle città.

Crediamo che, nel percorso di costruzione di Cambiare si può tutti sono uguali, non deve esserci alcuna differenza tra chi ha tessere di partito e chi no, l'unica differenza è tra chi si è opposto al governo Monti e sta nei movimenti sociali e chi no. Le candidature e i punti di programma vengano scelte con l'unico criterio che renda pari dignità a chi lavora nei movimenti e nelle vertenze sociali con o senza una tessera di partito: una testa un voto.

Solo in questo modo si può valorizzare l'esperienza delle assemblee locali ed espandere ulteriormente la partecipazione a questo tentativo di riprendersi il diritto alla rappresentanza politica del 99% della popolazione con sperimentazioni di reale democrazia partecipata.

Una testa un voto anche per sottrarre il programma e la composizione della lista sia agli accordi di vertice fra le segreterie dei partiti, sia all'impianto altrettanto elitario di chi contrappone la società civile alla militanza politica e all'attivismo sociale immaginando ruoli di garanzia "tecnici". Di "tecnici" bastano quelli che hanno inventato il fiscal compact! Cambiare si può ma se nessuno è più uguale degli altri."


- Patrizia , attivista No Tav, iscritta a un partito, Rsu nel proprio posto di lavoro

- Simone , studente liceale, senza tessere, occupante di centro sociale, tesserato Arci

- Remo , giornalista free lance, militante di un piccolo partito, membro di diversi comitati contro la repressione e il carcere

- Mario , precario, ambientalista, pacifista senza se e senza ma, è stato iscritto a un partito ma si sono lasciati senza rancore

- Grazia , per quindici anni ha cucinato alle feste di un noto giornale di sinistra, si batte da anni contro la costruzione di un'inutile e dannoso traforo autostradale

- Stefano , scrittore e insegnante, attivo dagli anni 70 nei movimenti e in un'organizzazione politica - Marisol , migrante, operaia, iscritta a un partito qui e in Ecuador

- Federico , cervello in fuga, mai avuto tessere ma se dovesse spuntare una Syriza anche qui..

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