martedì 13 gennaio 2015

Ferrero (Prc): “Leader in marcia? Sono loro il problema”


di Andrea Barcariol, Intelligonews – Non usa giri di parole Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, intervistato da IntelligoNews, per condannare i leader europei che ieri hanno partecipato alla marcia a Parigi.

La marcia di ieri a Parigi è servita a ricompattare l’Europa delle falle sulla sicurezza e delle differenti politiche sull’immigrazione?
«E’ stata una manifestazione molto positiva per due elementi. Il primo, l’idea su cui è stata convocata, quello che i francesi chiamano lo spirito repubblicano: libertè, egalitè, fraternitè. Il secondo, sono i due milioni di persone che hanno partecipato, un enorme evento di popolo che ha risposto non chiudendosi alla Le Pen, ma con civiltà. I 60 incravattati alla testa della manifestazione sono il fatto minore, quelli in larga parte sono il problema non della soluzione. Per dirne una, le forze legate ad Al Qaeda che combattono in Siria insieme all’Isis sono state finanziate e rifornite di armi anche dai Paesi europei, non solo dagli Stati Uniti. A volte si dice che è dietrologia ma, ad esempio, quando c’era il governo Letta, ci fu una riunione dei ministri degli Esteri europei, a cui partecipò la Bonino, e non si riuscì a trovare un accordo per fare l’embargo della vendita delle armi. L’Isis adesso è un vero e proprio esercito con soldi, legami, campi di addestramento perché l’Occidente gli ha dato una mano, in funzione anti libica prima, anti Saddam Hussein. Hanno finanziato e armato questa gente che adesso, come dice la Clinton, gli è  sfuggita di mano».
Come giudica l’assenza di Obama?
«E’ una risposta complessa. E’ evidente che c’è un punto politico anche in questa scelta ma non voglio attribuire a un’assenza un significato generale. Diciamo che gli Stati Uniti, ancora più che i Paesi europei, hanno finanziato e messo in piedi gruppi islamici militari è una cosa nota dai tempi dell’Afghanistan».
Il messaggio che è uscito ieri è che per combattere il terrorismo serve più Europa. E’ d’accordo?
«Questi signori quando parlano di più Europa parlano di più Europa delle banche che produce esattamente l’effetto opposto: emarginazione,  povertà, per questo dico che sono loro il problema più che la soluzione. C’è bisogno di un’Europa con una capacità di giustizia sociale e un rapporto di cooperazione positiva con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente e con un ruolo di neutralità e indipendenza rispetto agli Stati Uniti. Questo non ha niente a che vedere con la Merkel e Hollande che fanno i servi scemi degli Stati Uniti e praticano politiche devastanti sia sul piano imperiale sia sul piano economico. Quando loro dicono: più Europa io mi metto le mani nei capelli perché vuol dire che stanno preparando un’altra fregatura. Bisogna cambiare l’Europa ma nel senso che dice Tsipras».
Gli accordi di Schengen vanno rivisti?
«Penso che vadano rivisti per altri motivi, ma non è questo il punto. Il problema è che le forze di Polizia devono essere messe nelle condizioni di perseguire i terroristi e gli elementi per poterlo fare li hanno. Bisogna seguire i terroristi che sono in Europa, smettere di armare gli eserciti che sono il loro retroterra e isolare il terrorismo. Ciò vuol dire più integrazione, più dialogo, più lavoro e politiche economiche diverse ».
Si parla tanto di perdita di identità dell’Occidente, quali sono questi valori intorno a cui ricompattarsi?
«C’è una mezza verità e un’enorme menzogna. E’ indubbio che l’Europa oggi ha perso gran parte dei suoi valori, questa è la mezza verità, ma quali sono i valori che ha perso? Il cattolicesimo tradizionale, quello che faceva abortire clandestinamente le donne o che faceva morire la gente perché non si poteva usare il preservativo? Io penso che l’Europa ha perso i suoi valori che erano quelli di un’Europa basata sulla pace, sulla giustizia, sulla fratellanza dei popoli, nata dalla lotta di liberazione dal nazifascismo e affogata da questo neoliberismo degli speculatori in nome dei valori individualistici. L’Europa ha perso la sua anima perché l’ha venduta alle banche e alla finanza. I valori sono la ripresa dello spirito che vuol dire libertè, egalitè e fraternitè, cioè libertà, democrazia, giustizia sociale, welfare, capacità di guardare agli ultimi, come negli anni 50-60-70, quando l’Europa era all’avanguardia e non alla deriva. Se la domanda è: l’Europa ha perso i suoi valori? La risposta è sì. I suoi valori sono Giovanna d’Arco e Ratzinger che parlava contro l’Islam? La risposta è no. I suoi valori sono quelli della resistenza al nazifascismo e delle costituzioni democratiche dopo il 1945, che sono state la fase migliore dell’Europa. Da lì dobbiamo ripartire».

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