martedì 6 gennaio 2015

Dubbi seri (padronali) sulle capacità di Renzi


Dubbi seri (padronali) sulle capacità di Renzi


Renzi ha commesso un altro errore, stavolta clamoroso. Fin qui, complice il vento in poppa soffiato da tutti i media, nazionali e non, le sue mossette furbette erano state accolte come peccati di gioventù, scivolate dettate dall'inesperienza in fatto di governo nazionale (fare il sindaco di Firenze è sicuramente più semplice), insomma dettagli di cui non preoccuparsi troppo.
E dire che la carne messa a fuoco – e lasciata allegramente bruciare – era di dimensioni tali da togliere il fiato a un paese in debito d'ossigeno. A parte le “riforme strutturali” in campo economico (apprendistato, contratti a termine, jobs act), benedette dai media padronali come “la svolta di cui il paese ha bisogno” (tacendo dei lavoratori dipendenti tutti, che evidentemente fanno parte di un altro paese), basterebbe conteggiare l'abolizione del Senato, delle province, la riforma costituzionale, una legge elettorale che aggrava proprio le storture del “porcellum” cassate dalla Consulta.
La popolarità effettiva del premier venuto dal nulla ne era stata scalfita a livello popolare, ma non nel gradimento dei media. Ovvero dei loro proprietari. E poi si sa, il popolo è mutevole, inutile dargli retta...
Il “codicillo del 3%”, interpretato da tutti come il sospirato salvacondotto per Berlusconi, ha ora scoperchiato le perplessità della classe dominante sulle capacità dell'attore di Pontassieve di mantenere il controllo della macchina salvaguardando l'interesse generale delle imprese. E non soltanto di una (Mediaset, per dirla facile).
Tutte le principali testate riconoscono che quella “manina” che ha inserito l'art. 19 bis nella delega fiscale appartiene a Renzi stesso. Del resto, nessuno può pensare che l'ex capo dei vigili urbani fiorentini, Antonella Manzione, arrivata nel gir odi un mattino alla guida alla guida del dipartimento giuridico di Palazzo Chigi, possa aver agito autonomamente. Immaginatevi voi un funzionario “miracolato”, passato dal dirigere il traffico in una città semi-pedonalizzata a sorvegliare la correttezza giuridica delle innovazioni legislative decise dal governo (e non più dal Parlamento, se a vi sembra solo un piccolo dettaglio...), che – a conclusione del consiglio dei ministri  – prende il testo approvato dal premier e da Padoan (per dire soltanto i principali) e vi copia-e-incolla quattro righe che possono cambiare il quadro politico del paese. Roba da arresto immediato, altro che disguido o disattenzione...
L'unica ipotesi realistica dunque è che si sia trattato di un dei tanti “piccoli golpe” in cui Renzi si sta specializzando. Interessante, non trovate, anche questo stile di governo... Ci si riunisce, si discute, si litiga, si trova “la sintesi”, si firma un testo e poi il primo ministro lo cambia nella notte, per esser sicuro che il cosiddetto “capo dell'opposizione” voti il suo candidato a presidente della Repubblica, oltre alla legge elettorale, quella di stabilità e quant'altro sarà necessario. E meno male che non stanno al governo insieme, sennò chissà cosa Potevano combinare!
Uno stile da salumieri (con tutto il rispetto per la categoria) che ora preoccupa gli sponsor (da IlSole24Ore al Corriere della Sera, per non parlare di Repubblica). Il pericolo che vedono, infatti, è di ritrovarsi un governo azzoppato dall'improvvisazione di un giovincello esperto solo in “sòle”, ormai invischiato in una matassa di promesse incompatibili fra loro, con interessi opposti. Come un vecchio democristiano qualsiasi, e neanche di quelli bravi...
Siccome si tratta di sponsor padronali, per stare al merito della vicenda di oggi, la paura è che – per rimetter mano al “codicillo” e renderlo meno berlusconiano – si finisca per rinviare la delega fiscale ai tempi lunghi. Mentre le imprese rivendicano di aver bisogno subito – anzi: da qualche anno – di vedersi ridurre la pressione fiscale. Un classico caso di eccesso di furbizia che produce una empasse.
Dite che non ci siamo affatto occupati dell'aspetto “morale”? Dello scandalo di un segretario-premier sedicente di centrosinistra che amoreggia col Caimano regalandogli la riverginità giudiziaria? Scusate: ma da quando in qua c'è “morale”, nei governi di questo paese?

 

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