mercoledì 18 marzo 2015

Due letture giornalistiche e un commento sul “caso Liguria”

Regionali. Una parte di Sel e Cofferati lanciano la candidatura del sindaco civatiano di Bogliasco (che accetta) contrapponendosi frontalmente alla locale lista Tsipras
20150317094558PASTORINO.mp4.flv1Le trattative intercorse, e spifferate alla tv, tra alcuni settori dell’Altra Liguria ed alcuni componenti di Rete a Sinistra, sulle elezioni regionali, irritano l’altra parte della lista che si richiama all’esperienza dell’Altra Europa con Tsipras. Al centro della polemica Giorgio Pagano, sindaco diessino di Spezia dal ’97 al 2007, tessera Sel dov’è confluito nel 2011. È stato l’ultimo segretario provinciale del PCI e il primo del Pds. Paita, la candidata di Renzi alla corsa per la Regione, è stata la sua capo di gabinetto a quei tempi. Per questo sarebbe inviso a un pezzo di Sel, quello genovese che ha bloccato a lungo il voto della sua base, e a Vendola, Civati e al deputato locale Quaranta. Loro preferirebbero Luca Pastorino, sindaco di Bogliasco, civatiano, lanciato nell’agone dall’endorsement di Cofferati e sostenuto da Rete a Sinistra (maggioranza di Sel più dissidenti del Pd). Contro di lui lo scetticismo dell’Altra Liguria perché, grazie al sindaco Pastorino, c’è a Bogliasco del cemento dove prima c’era territorio non cementificato. Non è il miglior biglietto da visita per l’astro nascente della sinistra d’alternativa. Ma Pastorino ha sciolto i dubbi ieri sera e ha annunciato di scendere in campo.
«Molti derubricano la questione come una lotta di potere, con tanto di divulgazione di mail private – spiega a Popoff, Antonio Bruno, capogruppo in comune per la Federazione della sinistra – viene solo a me il sospetto che ci siano differenze sostanziali su alternativa e rottura con centro sinistra, grandi opere, privatizzazioni, fiscal compact o lotta alla poverta’, lotta alle multinazionali o concertazione?». «Sono convinto che aggiungere oggi, a poche settimane dalle elezioni, una candidatura a Presidente oltre a quella già esistente di Giorgio Pagano, su cui converge la parte maggioritaria della sinistra ligure, disorienterebbe sia l’elettorato sia le persone che abbiamo la presunzione di voler rappresentare», dice anche Marco Ravera, segretario regionale di Rifondazione.
Rete a Sinistra, in cui sono presenti Comunità di San Benedetto, Lista Doria, alcuni Pd civatiani come lo stesso a Pastorino, Arci, Rifondazione, pezzi di Cgil e movimenti e Sel, non si è ancora pronunciata ufficialmente ma Gaggero, il coordinatore, ritiene che la candidatura di Pastorino, che ha anche una valenza nazionale, venga approvata. Oggi Rete a Sinistra incontrerà Altra Liguria e il gruppo che fa capo a don Paolo Farinella, il parroco di San Torpete, che ha lanciato il nome di Pagano. Riuscirà la sinistra genovese a presentarsi unita e a mettere il bastone fra le ruote della macchina da guerra del Pd?
«La candidatura di Giorgio Pagano – aveva scritto L’Altra Liguria – maturata nell’ambito ristretto di un gruppo di persone facenti riferimento a Don Farinella, non è stata “calata”, né, tantomeno, imposta da L’Altra Liguria. Dopo la proposta emersa in quell’ambito ristretto, e dopo aver ascoltato il comitato territoriale di La Spezia, abbiamo organizzato tre incontri per consentire ai nostri soci e simpatizzanti di conoscere Giorgio Pagano prima dell’inizio della procedura di votazione online, votazione che lo ha poi indicato come candidato preferito dai nostri soci e dai firmatari del nostro appello. Oltre che da noi Giorgio Pagano è sostenuto dai Verdi, da una Rete di Liste Civiche, da Rifondazione Comunista, dal Partito Comunista d’Italia, da Sinistra e Lavoro, da un gruppo eterogeneo di persone della cosiddetta società civile e da una parte di SEL. Nel corso di una riunione che si è tenuta mercoledì scorso è risultato chiaro che contrari alla candidatura sono solo il gruppo di civatiani ed una parte di SEL, rendendo dunque del tutto incomprensibile la richiesta di trovare altri candidati in quanto Pagano sarebbe “divisivo”. La realtà dunque è totalmente ribaltata rispetto a quanto dichiarato da Stefano Gaggero in un’intervista a PrimoCanale: non è L’Altra Liguria ad aver rifiutato la proposta, ma è stata una parte minoritaria di Rete a Sinistra a non voler sostenere Pagano che, lo ripetiamo, non è il nostro candidato ma è sostenuto da una varietà ben più ampia di soggetti che comprendono partiti e società civile. Questo per noi rappresenta correttamente lo spirito con cui è nata L’Altra Europa con Tsipras di cui L’Altra Liguria è la continuazione».
CHECCHINO ANTONINI
da Popoffquotidiano


Regionali. Democrack a Genova, è un civatiano il candidato della sinistra, dem nel caos. Dopo le primarie inquinate, associazioni, civici e partiti tutti d’accordo (o quasi). Lui: «Serve una strada unitaria». E stavolta Civati deve scegliere
Colpo di scena nelle regio­nali ligure, e per una volta, non è una cat­tiva noti­zia per la sini­stra in cerca di un can­di­dato. Pro­prio quando la situa­zione sem­brava dispe­ra­ta­mente incar­tata, e la burlandian-renziana — eletta con pri­ma­rie inqui­nate che ave­vano pro­vo­cato l’addio pole­mico al Pd di Ser­gio Cof­fe­rati — comin­ciava a dor­mire sonni tran­quilli, ieri Luca Pasto­rino, depu­tato Pd di area civa­tiana, ha annun­ciato di essere «pronto a lasciare il Pd» per «met­tersi a dispo­si­zione per un’alternativa alla pro­po­sta di governo regio­nale di Raf­faella Paita».
Pasto­rino, geno­vese, classe ’71, ex sin­daco di Boglia­sco (Genova), è l’unico civa­tiano a Mon­te­ci­to­rio oltre a Civati. Ormai da mesi vota con­tro i prov­ve­di­menti del governo Renzi. Da mesi l’addio è nell’aria. La sua scelta arriva il giorno dopo dell’endorsement-appello che gli ha rivolto Ser­gio Cof­fe­rati sul geno­vese Pri­mo­ca­nale (ripreso dal mani­fe­sto). Dopo decine di riu­nioni a vuoto, negli ultimi giorni la situa­zione della sini­stra ligure stava toc­cando vette dispe­ranti. Il parec­chio attivo don Paolo Fari­nella aveva riu­nito le asso­cia­zioni nella par­roc­chia di San Tor­pete e poi con un grup­petto di cit­ta­dini e asso­cia­zioni — fra cui l’Altra Ligu­ria ma anche espo­nenti di Prc, Pcdi e Sel — aveva lan­ciato la can­di­da­tura dell’ex sin­daco di La Spe­zia Gior­gio Pagano. Una scelta che però non aveva con­vinto molti, (anche in Sel e Prc). Che poi era stata sep­pel­lita dagli sghi­gnazzi a causa della pub­bli­ca­zione di una let­tera del ’don’, inviata per errore a desti­na­tari sba­gliati, zeppa di giu­dizi ben poco pii sugli ’alleati’: ce n’è per tutti, dai civa­tiani «che si ven­de­ranno alla Paita» ai «peri­co­losi cre­tini» della Rete a sini­stra. Prima che il vau­de­ville esploda, lunedì arriva la mossa — deci­siva — di Cof­fe­rati, che scarta Pagano e indica Pasto­rino. Ieri la dispo­ni­bi­lità del depu­tato, una lunga riu­nione della Rete a sini­stra — in cui sono pre­senti Comu­nità di San Bene­detto al Porto, Lista Doria, civa­tiani, Arci, Prc, pezzi di Cgil e Sel — della quale ora si aspetta il via libera uffi­ciale ad ore. In serata l’assemblea regio­nale di Sel si orienta sul nuovo nome. «L’uscita di Pasto­rino dal Pd pro­duce un fatto nazio­nale, ed era quello che chie­de­vamo per la Ligu­ria», cer­ti­fica il depu­tato Ste­fano Qua­ranta, coma­p­gno di bat­ta­glie par­la­men­tari di Pasto­rino. «Que­sta scelta pro­duce una novità a sini­stra in tutto il paese, dà una rotta, una bus­sola a una navi­ga­zione fin qui al buio», spiega Dome­nico ’Megu’ Chio­netti della Comu­nità fon­data da don Gallo. «Ci abbiamo cre­duto con pazienza. Le riu­nioni della Rete si sono tenute sin dal prin­ci­pio da noi. Da qui rina­sce una spe­ranza per i liguri e per tutti. Certo, è sui con­te­nuti che vote­remo Luca. Ma Luca dà garan­zie su tre temi-spartiacque: la riforma costi­tu­zio­nale, a cui ha votato no, il lavoro, e anche qui ha votato no al jobs act, e la sanità».
Intanto Pasto­rino, sag­gia­mente, cerca di smi­narsi il campo dagli ormai pro­ver­biali con­flitti a sini­stra: «Dob­biamo essere tutti uniti per creare un modello Genova. C’è tempo, ma non troppo. Nelle pros­sime ore par­lerò con Gior­gio Pagano per tro­vare una solu­zione», annun­cia. Il Prc è pronto a lavo­rare per un can­di­dato uni­ta­rio: «La divi­sione sarebbe folle e immo­ti­vata», spiega il segre­ta­rio nazio­nale Paolo Fer­rero, «ora serve un pro­cesso largo. Tutti diano un con­tri­buto in quella dire­zione». Ma al puzzle ancora manca qual­che tes­sera. Quello dell’Altra Ligu­ria, per esem­pio. Fin qui con­vin­ta­mente schie­rata con Pagano e comun­que «molto scet­tica» sul civa­tiano sia per la pro­ve­nienza pid­dina, come spiega Simo­netta Asti­giano, che per l’imprimatur ’cof­fe­ra­tiano’. Ma anche in que­sta fami­glia c’è baruffa: l’Altra Europa per Tsi­pras, cioè la casa-madre, è più che favo­re­vole a Pasto­rino. Le riu­nioni di oggi dovreb­bero chia­rire la situazione.
Ma quella più a rischio resta la fami­glia dem: un altro che sbatte la porta, altri segui­ranno. Sarà Civati? Lui per ora se la cava con le bat­tute: «Luca Pasto­rino è il mio migliore amico alla camera dei depu­tati». La scelta del «suo migliore amico» pro­vo­cherà con­se­guenze a catena fra i dem. Forse anche espul­sioni. Forse anche per Civati sarà «la volta buona» per deci­dere defi­ni­ti­va­mente della sua appar­tenza al Pd. Si schie­rerà al fianco di Pasto­rino? «Io non sono ligure», risponde. È solo un’altra bat­tuta, e poi un’altra più amara: «La dia­spora pro­se­gue, ma al Pd non sem­bra inte­res­sare».
DANIELA PREZIOSI
da il manifesto

Chi lavora per il re di Prussia?

federico-iiCofferati boccia Pagano e lancia da Bruxelles la candidatura del civatiano Pastorino, deputato in carica del Partito democratico.
L’attualità del suicidio politico la si evince tutta nella propensione di Sel e dei civatiani di definire non innovativo un candidato come Pagano alla carica di presidende della Regione Liguria senza darne una motivazione nemmeno meramente minimale, una qualche piccola, banale giustificazione.
La favola della volpe e dell’uva è sempre nelle pagine di Esopo. Basta andarsela a rileggere…
Speravo di poter smentire alcune compagne e compagni che tre mesi fa mi dissero: “Vedrai che Sel troverà il modo di appoggiare la Paita”.
Ci sono molti modi per appoggiare anche indirettamente ciò che si dice di voler contrastare.

Sembra quasi, davvero, una mossa per scompaginare la Rete a Sinistra e dare una mano a Raffaella Paita… Ma a pensar male si fa peccato, si sa…
(m.s.)

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