sabato 7 gennaio 2012

Busta paga? 420 euro. Diario dalla torre-faro

Loro non scendono mentre i colleghi a terra hanno lanciato una raccolta firme e una petizione in cui si chiede il reintegro dei lavoratori Wagon Lits e Servirail licenziati. Ad oggi sono state  raccolte 22 mila firme, 7 mila a Torino, 7 mila a Milano e 8 mila a Messina. Il documento sarà consegnato alle istituzioni nazionali e locali il prossimo 11 gennaio, a un mese dalla ricezione delle prime lettere di licenziamento. Intanto Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Giuseppe Gison ci scrivono una nuova pagina del loro diario. Connessione lenta permettendo rispondono anche ai vostri commenti.

Diario
30esimo giorno. Ieri ce la siamo vista brutta. Il vento ha strappato il nostro striscione. Dobbiamo stare molto attenti che non vada a contatto con i fili dell’alta tensione. Ognuno di noi ha un compito preciso, un po’ come accade sulle barche (e sui treni) e oggi, vento permettendo, Carmine cercherà di rappezzare il telone. Al giro di boa del nostro primo mese sulla torre-faro abbiamo deciso di rivolgerci al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo abbiamo fatto dalle frequenze della trasmissione “Caterpillar” su Radio 2 dove ogni giorno, alle 6, abbiamo il collegamento in diretta.

Ci farebbe piacere sapere cosa ne pensa il presidente della soppressione dei treni notte e che 800 lavoratori sono stati lasciati a casa. Senza contare che per i cittadini viene meno anche il rispetto del “diritto di libera circolazione sul territorio” sancito nell’articolo 16 della Costituzione. Ieri poi è arrivata la notizia che la nostra busta paga di dicembre è di ben 420 euro perché 450 sono stati trattenuti in via “cautelativa” per verificare se abbiamo riconsegnato le divise e il palmare.

Il giorno della befana lo abbiamo festeggiato insieme ai nostri figli (in tre ne abbiamo 6 che vanno dai 21 ai 2 anni) che sono venuti a salutarci insieme ai colleghi (che hanno iniziato la raccolta firme – sono già 22 mila – per il ripristino dei servizi notturni) e a quella parte di città che vediamo dall’alto e che sentiamo vicina.

Carmine, Oliviero e Giuseppe

Il Fatto Quotidiano, 7 Gennaio 2012

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