mercoledì 20 marzo 2013

LE CARAMELLE DEL GRILLO

Cipro chiama e Grillo pensa alle caramelle
di Francesco Piobbichi, Controlacrisi.org

 Si dirà che Cipro è ben poca cosa, si dirà che il voto del parlamento di Cipro non mette in discusisone l'impianto delle politiche di austerity in Europa. Diranno questo ed altro, e lo diranno sostanzialmente per banalizzare il primo calcio nel culo alle banche della MErkel ed alla BCE. Un calcio che arriva con il voto unanime di un parlamento sovrano. Certo è che se Cipro fosse grande come la Spagna o come l'ITalia qualcuno ai piani alti tremerebbe per davvero.  Draghi sarebbe svenuto se una cosa delgenere fosse successa da noi. E non sarebbe stao solo lui ma anche i vertici del FMI e gran parte degli speculatori di mezzo mondo. Nel voto del parlamento di Cipro, cosa che in pochi in questo paese sanno, è stato determinante l'atteggiamento del Partito Comunista cipriota che dall'opposizione e con il sentimento popolare di indignazione dalla propria parte è ruscito a mettere in seria difficoltà il partito di maggioranza che ha dovuto rimangiarsi il piano di austerità e votare contro il piano del Governo. I nostri compagni hanno giocato di tattica, hanno mediato, e hanno fatto una piccola grande rivoluzione. Ora la palla passa di nuovo alla BCE che si trova a dover fare una proposta di mediazione rispetto al piano di aiuti,  e dovra scegliere se far incancrenire la crisi oppure mediare con un popolo di un piccolo grande paese che non è disposto a subire il ricatto dell'austerity. Cosa concretamente accadrà comunque si vedrà nelle prossime ore, certo è che i piani sono saltati. Sorprende che In Italia, paese che più di tutti in Europa sarà costretto a massacrare il proprio popolo in nome del Fiscal Compact nessuno commenti positivamente il voto cipriota mettendolo al centro del dibattito politico. Il M5S che potrebbe giocarsi una partita serissima chiedendo in queste ore a Bersani and Company di discutere della disdetta unilaterale del Fiscal Compact andando a vedere le carte dei progressisti resta in silenzio. Invece di incalzare Bersani su questo, proponendo un governo di scopo che si misuri su questo terreno Grillo preferisce concentrarsi in queste ore sulle caramelle dei parlamentari facendo a gara sui costi della politica. Una gara che paradossalmente Grillo sta perdendo dato che Bersani ha capito benissimo che il miglior modo per disattivare i Grillini è accogliere le loro proposte rispetto alla casta.  Proposte, sia chiaro, che reputo giuste, ma incredibilmente al ribasso rispetto alla portata del voto che Grillo ed il suo movimento hanno avuto. Grillo ha insomma una forza ed una potenza politica che potrebe innescare una discussione dirompente in Italia ed in Europa, so benissimo che Bersani difficilmente accetterà questo schema e non potrà mai  formare un Governo che abbia come primo punto la rottura del piano di austerity che ha ratificato qualche mese fa,  ma una proposta del genere metterebbe il PDsel in seria difficoltà rispetto alla propria base. Se il M5s non esercita adesso, sui punti seri che riguardano il futuro di questo paese la propria forza è perchè non gli regge la pompa. E' perchè alla fine preferisce stare dentro il meccanismo mediatico del sono tutti uguali invece che mettere una chiave inglese negli ingranaggi dell'austerity. Si lo so, Grillo deve rispettare il volere della rete, allora chieda alla rete cosa ne pensa del Fiscal Compact, il treno per metterlo in discussione in parlamento sta passando in queste ore, e non è detto che ne ripassi un altro.

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