lunedì 15 aprile 2013

Dall’incontro nazionale di ALBA di Monica Pasquino


Dall’incontro nazionale di ALBA


A un anno dalla pubblicazione del Manifesto per un soggetto politico nuovo, dopo pochi mesi dall’entusiasmo e dalle ferite che hanno segnato la parabola di Cambiare si può, ALBA (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente) si dà appuntamento in un’assolata piazza fiorentina.
Al Teatro Puccini va in scena una nuova tappa di chi prova a misurarsi con la crisi della rappresentanza, senza omettere i propri limiti. Non basta produrre buone analisi né azzeccare le previsioni di smottamento e di tsunami elettorale se poi nell’azione manca incisività e concretezza.
Con l’evaporazione del PD, con la proposta senz’anima di Rivoluzione civile e con la triste trasformazione di SEL in apparato teso a salvaguardare solo la propria sussistenza, si performa il “finale di partito”, ma questo non è il momento di compiacersi (per la crisi ormai irreversibile dei partiti politici), né quello di rassegnarsi (alla devastazione della crisi economica sociale e culturale in cui versa il Paese). Ribolle nella platea il bisogno “di sinistra” e segnala il desiderio e la necessità di rimettere al centro del dibattito politico un’agenda politica alternativa alla crisi e, a partire da essa, avviare un percorso aperto e inclusivo di autoformazione e di iniziativa politica. ALBA rivela così il suo obiettivo: diventare la casa degli “esodati dalla politica” e offrire una prospettiva concreta per i “ceti riflessivi” – dice Marco Revelli.
Mentre nella pausa sigaretta si discute del nuovo Presidente della Repubblica e delle prossime mosse grilline, nell’assemblea si punta il dito contro il pilota automatico dell’austerità e dell’economia, si propone un documento per fare pressione sulla legge di stabilità e si aderisce alla manifestazione nazionale della FIOM del 18 maggio.
I Trattati europei vanno ridiscussi, il fiscal compact, il Two pack e il pareggio di bilancio vanno cancellati. Il debito va mutualizzato, ristrutturato e tagliato perché nessuno dei paesi grandi debitori è in grado di farvi fronte. Non solo.
L’assemblea nazionale di ALBA chiede che il Parlamento approvi una proposta di legge per il reddito minimo, a partire della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal Basic-Income Network-Italia (Bin) insieme ad altre 170 associazioni. Sostiene una legge che:
- preveda il diritto incondizionato per tutte e tutti i soggetti residenti privi di reddito, o a reddito precario e saltuario, di godere di un reddito di cittadinanza pari almeno al 60% del reddito medio di lavoro del Paese così come risultante dall’applicazione dei contratti nazionali;
- che si preveda per questi soggetti la possibilità di avvalersi di piani di accesso al lavoro o di sostegno all’autoimpiego in forme singole o cooperative e mutualistiche;
- che si traggano le risorse per le finalità suddette senza intaccare le altre forme di assistenza o solidarietà, attingendo alla fiscalità generale e alle tassazioni sui patrimoni e le transazioni finanziarie;
- che si sostenga l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) proposta da associazioni e movimenti di vari paesi, la quale attraverso la raccolta di un milione di firme chiede la realizzazione di una direttiva quadro che introduca il Basic Income in tutta Europa.
Nell’ora di pranzo arriva l’intervento di Sandro Medici, candidato sindaco a Roma con la lista civica Repubblica romana, a cui ALBA nazionale dichiara il suo pieno appoggio. Una scelta naturale visto che ALBA Roma già innerva con proposte, energie e risorse il comitato civico di Medici, tanto che a Repubblica romana ALBA offrirà anche delle candidature, sia nella lista capitolina sia nei municipi.
In chiusura Medici avanza la proposta di costruire un network, una sorta di gemellaggio tra candidati sindaci e liste civiche affini alla Repubblica romana, che gareggeranno nella prossima tornata amministrativa, pensando in particolare a Pisa, Siena e Brescia.
Dietro c’è l’intenzione, esplicitata, di formare una rete tra laboratori territoriali virtuosi, sia in vista dell’immediata scadenza del 26 e 27 maggio sia in prospettiva, per la ricostruzione di un’alternativa politica che assuma una dimensione nazionale.
da Huffingtonpost.it

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