giovedì 27 novembre 2014

Movimento 5 Stelle, espulsi Artini e Pinna Attivisti e deputati in sit-in sotto casa di Grillo

Grillo apre il voto sull'espulsione di Pinna e Artini accusati di non restituire gli stipendi come parlamentari. Ma la parlamentare sarda va al contrattacco: "Ecco i miei bonifici". I bonifici, leggendo la causale, sono relativi al periodo gennaio-giugno 2014 oltre ai bonifici per le emergenze alluvioni del 2013. Per un totale di oltre 23mila euro. Proprio Pinna e Artini erano stati tra i più critici contro Grillo e il movimento dopo il flop delle regionali

Beppe Grillo chiede l'espulsione dei deputati "dissidenti" Paola Pinna e Massimo Artini: "Non restituiscono lo stipendio"

GRILLO


La replica di Pinna. "Io le regole le ho sempre rispettate, i soldi li ho restituiti come previsto. Sono loro che le stanno violando visto che", sulla procedura di espulsione, "non stanno passando per l'assemblea come previsto da Statuto M5S". Così la deputata 5 Stelle Paola Pinna commenta a caldo, all'Adnkronos, l'avvio della procedura di espulsione nei suoi confronti e del collega Massimo Artini. "Sanno benissimo che ho restituito - accusa Pinna - abbiamo chiesto dei chiarimenti rispetto al blog sulla adesione a 'tirendiconto' e stiamo solo aspettando delle risposte. Tutti i bonifici sono sul mio blog fino al mese di settembre, 'paolapinna.it'. Non è vero che non ho restituito, anzi: ho rendicontato fino a settembre, tre mesi in più rispetto all'aggiornamento dei dati sul blog di Grillo".
Dunque, sul blog, "c'è scritto il falso, io la restituzione l'ho fatta puntualmente. Tutti i documenti, comprese le contabili dei bonifici, sono caricate sul mio blog". I soldi restituiti da Pinna sono "in parte andati al fondo per le Pmi", come previsto dal Movimento, "e in parte alla Caritas, perché ho ritenuto necessario che anche chi non possiede un'impresa, chi è disoccupato, venisse aiutato. Io li ho dunque destinati, in parte, anche alle persone che non possono rivolgersi a una banca per chiedere dei soldi e non hanno accesso a quel conto" per le Pmi. "Io le regole le ho sempre rispettate, loro le stanno violando", ribadisce.
Lo sfogo di Artini "Le dichiarazioni sulla mia rendicontazione sono false e del tutto tendenziose" si difende il deputato Massimo Artini su facebook per replicare al "post pubblicato sul blog gestito dalla Casaleggio Associati" che definisce "fornitore di servizi informatici che oggi si diletta a pronunciare editti privi di ogni fondamento"
Cosa dice il codice. In effetti, il codice di comportamento per gli eletti nelle file grilline prevede che ad avviare le pratiche per il cartellino rosso sia l'assemblea congiunta. "I parlamentari del M5S riuniti - si legge infatti sul documento - senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L'espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch'essa a maggioranza".
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, "vittima" anche lui di un post molto contestato sul blog di Grillo, ha chiesto, tra le righe, al leader M5S di frenarsi: "Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo. Non ho sacrificato parte della mia vita per vedere accadere tutto questo", scrive su twitter.
Non solo Pizzarotti. Diversi deputati prendono le distanze dal post di Grillo. Tra questi, Eleonora Bechis ("Viola il regolamento"), Patrizia Terzoni ("Io non ci sto") e Samuele Segoni ("Post ignobile, è giustizia sommaria").

Le accuse a Grillo dopo le Regionali. Il tempismo è sospetto: Artini e Pinna sono tra i parlamentari del Movimento che hanno lanciato accuse dirette a Grillo dopo il negativo risultato elettorale dei Cinque Stelle alle elezioni regionali. Artini ha attaccato duramente il blog di Beppe Grillo, dicendo che scrive "cavolate": "La gente sul territorio non è arrabbiata, di più", ce l'ha "con chi si inventa una cavolata come quella di Mussolini che non ha ucciso Matteotti da mettere sul sito il giorno in cui ci sarebbe da parlare della sconfitta elettorale. Immagino ce l'avessero nel cassetto da mesi". "Voglio che si rifletta su quello che è successo, e lo voglio da almeno un anno. Avevo posto il problema già a ottobre 2013, dopo le elezioni in Basilicata. Il punto è che non riusciamo ad avere la credibilità che ci meritiamo. Anche stavolta, non siamo stati credibili. E visibili".
Anche la Pinna si era scagliata contro la comunicazione grillina: il movimento "perde pezzi, è inutile nasconderlo. Da interpreti della protesta e da unica alternativa credibile a un sistema corrotto e inefficace, dominato da un malaffare lontano dalle istanze dei cittadini, siamo diventati marginali sulla scena politica. Ci siamo auto-condannati all`esclusione rinunciando al nostro ruolo di innovatori, che è stato usurpato da chi oggi inneggia a un 2 a 0 che non c`è o da chi festeggia dicendo 'ho fatto meglio dell`Umberto e anche del Silvio'. Dicono che diamo 'un`immagine di stallo aggravata da una comunicazione confusa'. E non è la cattiva stampa a farlo, o i giornali di regime. E` il voto di quelli che erano gli unici nostri alleati, gli italiani, stanchi di essere arringati da questo e da quest`altro capopopolo e desiderosi di vedere le cose cambiare in meglio".
Intanto un altro parlamentare del Movimento 5 Stelle, il deputato Riccardo Nuti, ha pubblicato su facebook un post che ha fatto polemica: "Il parlamento ormai fa marchette a raffica. Le opzioni sono o passare alla violenza fisica o lasciarli soli, incazzarsi non serve a molto", scrive il parlamentare grillino. Naturalmente, il richiamo alla "violenza fisica" ha provocato tante reazioni critiche nei suoi confronti.




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