domenica 21 luglio 2013

Eroi e statisti di ilsimplicissimus


allacarica«Ma un Comandante, un vero Comandante, come lo intendo io deve sapere osare, affrontando scientemente i possibili rischi, e deve potere chiedere ai suoi uomini ogni cosa, senza alcun timore».  
Accidenti… in questa Italia della pochezza e della irresponsabilità, ormai abbandonata ai rapinatori di voti come Franceschini, alle nullità come Alfano, ai servi di Berlusconi come ai codardi del Pd, agli incalliti vegliardi in confusione e agli affaristi di ogni specie, parole così sembrano uscire da un altro mondo e da un’altra era.
Di chi sarà mai questo discorso che pur nella retorica militare sembra in rotta di collisione con la bassezza e la mediocrità strisciante della corte dei miracoli che ci governa? Chi è questo comandante così audace, quali battaglie combatte? Beh il Paese è quello che è: le parole sono del generale di corpo d’armata Vincenzo Lops, il quale ha scritto una gloriosa lettera per consigliare agli uomini del 2° Comando Forze di difesa, di tagliarsi la barba. E’ questo il supremo osare e il supremo sacrificio chiesto ai militari.
Ma non si pensi che il consiglio derivi da banali considerazioni estetiche: l’eroico generale in effetti sta facendo contro il nemico una barriera, esponendo il petto in forma di lettera. Egli infatti dice che la proliferazione di barba e pizzetti tra i militari, moltissimi dei quali hanno prestato servizio in Afganistan, sembra quasi  un omaggio “alle dinamiche antropologiche” di quel lontano Paese e che questa orrenda contaminazione abbia fatto strame del “Dna della nostra militarità in merito alla barba”.
Ora possiamo ben capire che se questo è il Garibaldi del terzo millennio, Alfano può ben essere il Cavour di cui non possiamo fare a meno e per salvare il quale vengono buoni anche – udite udite – i “blocchi cognitivi” come dice il capo della Polizia. Del resto chiedere le dimissioni dell’uomo senza quid con Silvio che ha provato più volte il lettone di Nazarbayev, con Prodi che è consigliere remunerato pare a sette zeri dell’autocrate kazaco, con l’Eni che furoreggia in quel Paese dentro rapporti opacissimi, è come pretendere che qualcuno del Pd dica  qualcosa di sinistra. Anzi ormai semplicemente qualcosa.
Peccato che il generale nemmeno immagini che in Afganistan ci siamo andati, come serventi degli Usa, proprio per permettere a questi ultimi un controllo sull’Asia centrale anche in funzione anti Eni, Total e South stream. Altro che radere le barbe, bisognerebbe renderle obbligatorie per non farci riconoscere.

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