giovedì 30 gennaio 2014

Appello associazioni e movimenti: Giorni cruciali, fare tutti ogni sforzo possibile





Siamo atti­vi­sti di alcune fra le tante asso­cia­zioni, orga­niz­za­zioni, gruppi, reti, movi­menti di base che nel nostro paese da sem­pre lot­tano nei ter­ri­tori e nella società per la difesa e la riap­pro­pria­zione dei diritti, dei beni comuni e della democrazia.
Cia­scuno con la pro­pria cul­tura ed espe­rienza, le pro­prie pra­ti­che e il pro­prio campo di azione, spe­ri­men­tiamo ogni giorno le con­se­guenze deva­stanti del più grande attacco neo­li­be­ri­sta di tutti i tempi nel nostro continente.
La nostra Europa è occu­pata. Un blocco di potere forte e rami­fi­cato — ban­che, finanza, tec­no­crati, grandi inte­ressi eco­no­mici e poli­tici — è da tempo impe­gnato a sman­tel­lare demo­cra­zia, diritti e lavoro, a pri­va­tiz­zare e mer­ci­fi­care i beni comuni, a distrug­gere le garan­zie sociali, per ren­dere tutte e tutti sud­diti silenti al ser­vi­zio di una gigan­te­sca redi­stri­bu­zione di ric­chezza al contrario.
Auste­rità, obbligo al pareg­gio di bilan­cio e al paga­mento for­zoso del debito, con­trollo della Com­mis­sione Euro­pea sulle leggi finan­zia­rie, pri­va­tiz­za­zioni gene­ra­liz­zate sono gli stru­menti uti­liz­zati non per risol­vere la crisi la crisi, ma per nuove accu­mu­la­zioni di pro­fitto nelle mani di pochi.
Le nostre espe­rienze di resi­stenza, mobi­li­ta­zione sociale e costru­zione di alter­na­tive devono quo­ti­dia­na­mente fare i conti anche con una ver­ti­cale crisi della rap­pre­sen­tanza, della poli­tica e della sini­stra, che rischia di vani­fi­care ogni passo avanti nella società, semi­nando ras­se­gna­zione e ali­men­tando nuove guerre fra poveri.
Pro­prio par­tendo dalla riaf­fer­ma­zione dell’autonomia delle reti e dei movi­menti sociali, pren­diamo parola per dire che la pos­si­bi­lità di costruire in Ita­lia una lista uni­ta­ria di cit­ta­di­nanza per un’altra Europa a soste­gno di Ale­xis Tri­pras, con­tro il Fiscal Com­pact e l’austerità, è una occa­sione impor­tan­tis­sima e da non sprecare.
Con­fi­diamo nella volontà di tutte le per­sone e le orga­niz­za­zioni finora coin­volte a fare ogni sforzo neces­sa­rio per­ché l’impresa diventi pos­si­bile e siamo grati soprat­tutto a Tsi­pras e a Syriza per la sen­si­bi­lità e l’impegno a favo­rire le migliori con­di­zioni per­ché anche in Ita­lia si rie­sca a rea­liz­zare un labo­ra­to­rio inno­va­tivo di ricon­nes­sione fra poli­tica e sociale, attra­verso la costru­zione uno spa­zio uni­ta­rio, plu­rale e par­te­ci­pato, senza vin­coli esclu­denti, rac­colto intorno a una piat­ta­forma chiara e a pra­ti­che e meto­do­lo­gie coerenti.
Sap­piamo che non è una impresa facile in un paese come il nostro, dove la debo­lezza e la fra­gi­lità della sini­stra è tal­mente grande da non essere stati capaci di met­tere in campo nean­che una mobi­li­ta­zione dav­vero uni­ta­ria con­tro il fiscal com­pact e l’austerità, dove la sini­stra poli­tica è ai minimi ter­mini e dove anche le forze del sociale — incluse quelle capaci di impor­tanti resi­stenze e fon­da­men­tali vit­to­rie — vivono una fase di frammentazione.
E pro­prio dalla Gre­cia e dall’esperienza di Syriza ven­gono alcune grandi lezioni, che a nostro mode­sto parere costi­tui­scono le pos­si­bili basi per poter riu­scire nell’impresa.
Non c’è rico­stru­zione di rap­pre­sen­tanza senza inve­sti­mento vero e forte nel sociale. La demo­cra­zia o è sal­da­mente anco­rata nella par­te­ci­pa­zione e nella cit­ta­di­nanza attiva, o non è. Per­sone, comu­nità e ter­ri­tori devono poter ripren­dere la poli­tica nelle loro mani altri­menti, comun­que la si pre­senti, rimarrà gioco di palazzo.
Syriza è forte in Gre­cia non solo per la sua piat­ta­forma poli­tica, ma per­ché ha rico­no­sciuto la dignità e il pri­mato dell’autonomia delle lotte, delle buone pra­ti­che, del pen­siero del sociale orga­niz­zato, con esse si rela­ziona in modo pari­ta­rio e le con­si­dera — nella loro indi­pen­denza — parte inte­grante del pro­prio percorso.
Syriza non si è accon­ten­tata di un buon risul­tato elet­to­rale, ma ha inve­stito le ener­gie di diri­genti e mili­tanti nel creare e raf­for­zare espe­rienze indi­pen­denti di mutuo soc­corso e di soli­da­rietà sociale nelle città e nei quar­tieri, per offrire alla popo­la­zione un’altra opzione: la soli­da­rietà, il mutuo aiuto, la fidu­cia che insieme si può resi­stere e vincere.
I depu­tati eletti da Syriza ver­sano una parte del loro sti­pen­dio alle espe­rienze ter­ri­to­riali indi­pen­denti: mense popo­lari, bot­te­ghe a prezzo zero, mer­cati di filiera corta, dopo­scuola gra­tuiti, ambu­la­tori sociali, cam­pa­gne per la difesa dell’acqua pub­blica e del ter­ri­to­rio e dei beni comuni.
Noi a que­sto pen­siamo, quando pen­siamo a una pos­si­bile lista per Tsipras.
Que­sta è la lista di cui c’è bisogno.
Per costruirla pen­siamo che, così come sug­ge­rito dai com­pa­gni greci, tutti deb­bano fare un passo indie­tro, per farne molti avanti insieme. Spe­ri­men­tiamo tutti i giorni che que­sto è l’unico modo per vin­cere: creare spazi pub­blici e sociali acco­glienti, con­di­visi e pari­tari, dove cia­scuno si senta pie­na­mente parte dell’impresa comune.
Sap­piamo che alle forze poli­ti­che è richie­sto sacri­fi­cio, ma siamo con­vinti che dalla rico­stru­zione di un campo uni­ta­rio a sini­stra, fon­dato sul sociale, potranno essere ampia­mente ripa­gati. Sap­piamo di chie­dere ai pro­mo­tori dell’appello un di più di pazienza e di dispo­ni­bi­lità all’ascolto.
Sono giorni cru­ciali, vanno fatti tutti gli sforzi per­ché il pro­cesso maturi. Vanno fatti tutti i passi neces­sari per­chè tutti i sog­getti già in campo, e quelli che arri­ve­ranno, con­di­vi­dano in modo uni­ta­rio e in sedi col­let­tive la costru­zione del per­corso. E, per quello che si può, siamo pronti a fare la nostra parte per libe­rare, dal basso e insieme, la nostra Europa.
 
Andrea Bara­nes, Raf­faella Bolini, Dome­nico “Megu” Chio­netti, Dome­nico Chi­rico, Carlo De Ange­lis, Renato Di Nicola, Tom­maso Fat­tori, Gra­zia Naletto, Cor­rado Oddi, Rosa­rio Rappa, Fran­ce­sca Re David, Filippo Sestito, Ric­cardo Troisi, Lorenzo Zam­poni, Alberto Zoratti

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