lunedì 3 ottobre 2011

Rapporto shock di Openpolis, tutte le volte che l’opposizione ha salvato Berlusconi –

Ci sono le enunciazioni di principio, le piazzate barricadere che chiamano alla rivolta, le urla di battaglia a favore di telecamera. Poi ci sono i numeri, freddi e crudi, che rivelano ben altre realtà, che parlano della meccanica reale che muove il filo della dialettica tra opposizione e maggioranza.
L’ultimo rapporto di Openpolis si intitola “Opposizione che salva la maggioranza” e ci racconta, attraverso l’analisi di tutte le votazioni elettroniche d’aula, tutte quelle volte in cui la maggioranza di Governo è riuscita a far approvare le sue proposte grazie ai voti e alle assenze dei parlamentari di opposizione. In questi casi quindi, se tutti i parlamentari di opposizione fossero stati presenti e avessero votato contro la maggioranza, quest’ultima sarebbe stata battuta nella votazione.
Più di un voto su tre. Il non-voto dell’opposizione è talmente ricorrente da assumere un carattere sistemico rispetto l’attività parlamentare. Infatti, finora in questa legislatura su un totale di 14.494 votazioni le situazioni di maggioranza salvata sono state 5.098, ovvero il 35%. Per la serie carta canta, ecco il grafico:


Ma Openpolis fa di più: la classifica dei parlamentari che più volte hanno salvato la maggioranza. In testa svetta Bersani, al terzo posto Di Pietro e poi D’Alema, Veltroni. Tra i deputati che invece hanno salvato di meno il governo troviamo al primo posto Rosy Bindi.  Ma guardate il grafico:


Molti provvedimenti sono stati approvati anche grazie alle assenze dell’opposizione nelle votazioni finali. Quei voti cioè che rappresentano un passaggio decisivo nell’iter di approvazione di una legge perché consentono al provvedimento di passare all’altro ramo del Parlamento o di diventare legge. Ecco i più significativi
- Salvataggio Alitalia
- Contrasto immigrazione clandestina

- Rifiuti in Campania

- Riforma Brunetta della Pubblica amministrazione
- Terremoto in Abruzzo
- Scudo fiscale
Quello di Openpolis è un rapporto scomodo di cui ovviamente nessuno parlerà ma il nostro ruolo è quello di vigilare sulla classe politica anche perché pensiamo che conoscere anche ciò che non piace sia la prima condizione per costruire un Paese migliore.

fonte:http://letteraviola.it 

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