sabato 13 agosto 2011

La lotta di classe non è morta


La cosa che ti fa incazzare più di ogni altra cosa, in questa finanziaria massacra-soliti-noti é che,nella sua follia, obbedisce a una logica granitica: premiare gli evasori e tutelare i già garantiti. La prostata idraulica di Berlusconi e La Bava di quel che resta di Umberto Bossi hanno metaforicamente imposto il diktat delirante che tutela le pensioni dei garantiti, e le rendite in nero dei privilegiati che vivranno sulle spalle dei giovani. Il dogma anti-patrimoniale é costruito per continuare a tutelare il nocciolo duro degli evasori, che non pagano due volte e che possono continuare a maramaldeggiare, con la trracciabilitá a 3000 euro (cioè il diritto a lucrare in nero) come gli pare e piace. Gli evasori modello se ne restano nascosti li, nel mare delle dichiarazioni truffa da venti-trentamila euro, ma poi hanno il panfilo in leasing intestato a una società di comodo. É bello vedere che la lotta di classe non é morta, e che questa finanziaria ne é un episodio importante. La ruga di Berlusconi, ieri, diceva questo. Far pagare tutti tranne la tribù Arcoriana e poi sperare persino di passare alla storia come “quello che ha salvato il paese“. Illuso. Diceva che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, ha letteralmente rapinato i Tfr di chi ha lavorato una vita. In compenso, visto che di lotta di classe si tratta, ha inserito la norma salva-Fiat. Il Berlusconismo chiude il suo ciclo nel ridicolo.

Luca Telese, Il Fatto quotidiano

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