mercoledì 24 giugno 2015

Fassina lascia: “Scelta sofferta, ma non mi riconosco più nel PD”

Pd, Fassina lascia: “Scelta sofferta, ma non mi ci riconosco più”
 
Dopo annunci, smentite, retromarce e conferme ora arriva l’ufficialità: Stefano Fassina lascia il Partito democratico. L’ultimo strappo, in un rapporto che era diventato difficile ormai da più di un anno (da quando cioè Matteo Renzi è diventato presidente del Consiglio), si è verificato sul disegno di legge sulla Buona scuola: “Servivano 4 correzioni profonde per migliorarlo – dice Fassina – Si è messa la fiducia, si è chiusa ogni possibilità di dialogo e si è voluta fare l’ennesima forzatura”. Con Fassina esce dal partito anche la deputata Monica Gregori, 35enne di Tivoli. Fassina ha detto di non riconoscersi più nel Pd che è diventato un partito “sempre più attento all’establishment a Marchionne, alla finanza internazionale, ai rappresentanti di un management che sempre più invade le strutture dello Stato”.
Prima dell’annuncio ufficiale a Montecitorio la notizia dell’addio al partito dell’ex viceministro dell’Economia nel governo Letta aveva cominciato a girare dopo un intervento di Fassina a una manifestazione organizzata al circolo di Capannelle.
“Io credo che sia il momento, per quanto mi riguarda, di prendere atto che non vi sono più le condizioni per andare avanti nel Pd – aveva detto Fassina – e insieme ad altri proveremo a costruire altri percorsi. Altri percorsi che portano non a una testimonianza minoritaria ma a fare una sinistra di governo su una agenda alternativa”. La frase di Fassina è rimbalzata immediatamente su Twitter, mentre su Youtube è stato pubblicato il video in cui pronunciava il suo addio (filmato postato da Maddalena Messeri, presidente della direzione dei Giovani Democratici di Roma). E le smentite hanno solo provocato un semplice slittamento dell’annuncio: “Non ho ancora lasciato il Pd” ha detto prima. Per il Partito democratico è la seconda fuoriuscita di peso durante l’era di Matteo Renzi: il primo a lasciare il nuovo Pd era stato Pippo Civati, che ha intrapreso un percorso politico in solitaria con il suo movimento Possibile.

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