mercoledì 24 giugno 2015

SENTENZA ALL'ITALIANA


Secondo la Consulta, il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, dal 2009 ad oggi, è illegittimo e tuttavia la sentenza non è retroattiva.
Al che ci si pone qualche "legittima" domanduola.
Se il blocco e' illegittimo dalla data di pubblicazione di questa sentenza, allora prima era legittimo?
Su quali strani ed oscuri criteri si fonda il principio di " legittimità" cui la Consulta si è appellata?
Per caso, il principio di legittimità, cui si fa riferimento nellla sentenza, ha incontrato il limite posto  dal famigerato principio del " pareggio di bilancio introdotto di recente ( con un blitz) nella Costituzione?
Se, come si legge nei dispacci d'agenzia, sia stata proprio quest'ultima la ragione della " non retroattività" , perché la Consulta non ha ritenuto " illegittima" e lesiva del principio di uguaglianza davanti alla legge, l'esclusione dal blocco dei contratti di magistrati, dirigenti pubblici, militari di carriera e poliziotti?
Quale " legittimità" e giustizia c'è nel ritenere che i costi della crisi e le "ragioni" di bilancio debbano essere accollati solo ad  una parte dei dipendenti pubblici, peraltro, quelli più deboli? E tutti gli altri?
E poi, visto che la Consulta, nella sentenza in questione, pare abbia fatto proprie, almeno in parte, le motivazioni tutte politiche dei vari governi che hanno voluto e prorogato il blocco fino ad oggi, allora non si può non fargli ancora, qualche altra domanda.
Cosa hanno fatto, quei governi, di serio ed efficace per debellare la gigantesca evasione fiscale e l'endemica corruzione che assommate sottraggono alla collettività più di 200 miliardi l'anno, cioè, quasi sette volte quello che è stato " illegittimamente" sottratto, in questi anni,  ai dipendenti pubblici?
Cosa hanno fatto, quei governi, di serio ed efficace per correggere un fisco iniquo che ricava quasi il 90% delle sue entrate proprio dai dipendenti pubblici oltre che dai pensionati?
Perchè, durante tutto il periodo del blocco, le invocate ragioni di bilancio e di fronteggiamento della crisi, non hanno, altresì, avuto alcuna influenza sulle scelte di continuare ad investire su un'infinità di grandi opere inutili o in spese militari folli come , per esempio, per acquistare dei riconosciutissimi bidoni chiamati " F35 "?
 E delle missioni militari  italiane nel mondo ne vogliamo parlare? Qualcuno è in grado di spiegare,  con concetti chiari e semplici e fuor di retorica, a cosa e soprattutto  a chi cazzo servono?
Così, tanto per sapere.

di Sergio Scorza

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