sabato 28 aprile 2012

La democrazia secondo Marchionne

Ferrari, Maserati e Cnh: Fiom espulsa e il sindacato passa in mano ai dirigenti

La rappresentanza sindacale in mano ai capi reparto: gli operai, col sindacato di Landini fuori, non sono più rappresentanti


In Ferrari, Maserati e Cnh la Fiom prende una valanga di voti, ma non valgono nulla. A vincere davvero è invece l’Assoquadri, l’associazione dei quadri e capi Fiat che nelle tre aziende modenesi del gruppo guidato da Marchionne fa il pieno, e in alcuni stabilimenti porta addirittura a casa la maggioranza dei delegati sindacali. Cosa vuol dire? Semplice: i delegati sindacali che dovranno fare gli accordi con i dirigenti del gruppo saranno i dirigenti stessi. In sostanza equivale a dire che non ci sarà trattativa.
 A rivendicare il successo la stessa Assoquadri, che già ieri in un comunicato spiegava come a livello nazionale “nelle 20 unità del gruppo Fiat dove ha presentato liste, su un totale di 130 Rsa eleggibili, l’Associazione Quadri e Capi Fiat ne ha conquistate 80, pari al 61% del totale”.
Voti inutili invece, perché la Fiat non li riconosce, quelli della Fiom. Tra Ferrari, Maserati e Cnh oltre 1200 preferenze. Al contrario di quello che è successo alla Magneti Marelli di Bologna però, a Modena il Tribunale del lavoro non si è ancora pronunciato sui ricorsi presentati contro Fiat, e quindi la Fiom resta esclusa dalle aziende del gruppo non avendo firmato il nuovo contratto in vigore da gennaio. Insomma: come passare dall’essere il primo sindacato in termini di voti (il 40%) e delegati (22 su 54) a sparire da tutti gli stabilimenti modenesi del gruppo. Se dentro le fabbriche la Fiom è bandita, fuori dai cancelli però invece resta viva e vegeta. A dimostrarlo il voto organizzato con banchetti di fortuna e urne volanti. In tutto un bottino di 1200 schede che comunque avranno un loro peso quanto meno politico. Nella pratica se si fosse votato regolarmente la maggioranza relativa delle preferenze sarebbe andata proprio alla Fiom. Esattamente come nelle scorse elezioni 2010.
A sorpresa dunque a fare la parte del leone è stata invece l’associazione dei dirigenti e capi Fiat (oggi si chiamano professional), che in alcuni stabilimenti ha fatto davvero il pieno. Come alla Cnh di San Matteo Modenese, dove nel 2010 i 9 delegati erano divisi tra i 4 Fiom, i 3 Uilm e i 2 Fim-Cisl. Ora l’Assoquadri, che prima non esisteva, ne conquista 5 e lascia le briciole alle altre sigle. Difficile spiegare il perché di un’avanzata così fulminante. Ci prova la Fiom, che parla di “decisione di Fiat di far crescere un sindacato piuttosto che un altro”. “In tutte le votazioni sindacali precedenti il disinteresse della Fiat era completo – ha spiegato Giordano Fiorani, segretario modenese della Fiom-Cgil – Questa volta c’erano i capi sulle linee che si aggiornavano con la Commissione elettorale per sapere in quanti avevano votato sino a quel momento, mentre ai lavoratori veniva detto che era bene non fermarsi troppo vicino al presidio della Fiom”. Gli operai hanno riferito di pressioni dei capi reparto e inviti a votare solo per i sindacati firmatari. Altrimenti, racconta un tecnico Ferrari, “la minaccia era quella di perdere il diritto di voto”. Segnalazioni del genere, a quanto riferiscono le ex rsu Fiom, ne sono arrivate a decine.
Al di là delle accuse, le votazioni ufficiali hanno visto una flessione dei partecipanti e un forte voto di protesta. Oltre il 20% delle schede sono risultate bianche o nulle. Segno evidente che non tutti i lavoratori hanno gradito l’impossibilità di votare Fiom. Ad esempio in Ferrari a votare per le Rsa sono stati in 1600, e su questi in 350 hanno preferito annullare la scheda o lasciarla bianca. Fuori dai cancelli invece la Fiom ha collezionato 723 voti, poco meno dei 790 del 2010.

Nessun commento: