sabato 7 aprile 2012

L'EQUITA' DI MONTI E FORNERO

Forti con i deboli e deboli con i forti. Questo è il governo Monti, e non più una battuta, uno slogan o altro. E’ semplicemente la verità.


DEBOLE CON I FORTI

Le fondazioni bancarie non pagheranno l’Imu, la tassa sugli immobili. Lo hanno deciso le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che hanno bocciato un emendamento al dl fiscale.
Le Commissioni hanno votato in conformità alle indicazioni del governo. L’esecutivo, come ha riportato il senatore Lannutti, aveva espresso parere contrario all’emendamento con una motivazione che ha dell’incredibile:
“le fondazioni sono associazioni benefiche”
Eh sì. Per il governo Monti le fondazioni bancarie sono enti di beneficenza. Un po’ come le varie Onlus sparse nel Paese, da quelle che assistono i disabili a quelle che portano un pasto caldo agli anziani. Le fondazioni bancarie fanno beneficenza, quindi. E per loro niente Imu: esenzione totale.
Tanto poi l’Imu la paga chi ha un pollaio, un pagliaio, un allevamento di vacche, una casa ridotta in macerie, i vecchi ricoverati negli ospizi o più semplicemente chi ha investito i risparmi di una vita nella propria abitazione. Poveri fessi, mica fanno beneficenza loro.

FORTE CON I DEBOLI

Per 300.000 anziani è in arrivo una stangata senza precedenti. Per colpa di un articolo (il 13) del decreto Salva Italia, per gli anziani ricoverati in case di riposo pubbliche o private l’Imu diventa Super: per gli immobili di loro proprietà, infatti, si applicherà l’aliquota della seconda casa. Con conseguente mazzata di migliaia di euro per ogni anziano.
Fino allo scorso anno, gli anziani ricoverati a tempo indeterminato ma proprietari di una abitazione erano completamente esentati dal pagamento di ogni tributo sulla prima casa. Ma con la manovra Monti la loro casa diventa magicamente “seconda casa”: e non solo, quindi, scatta il pagamento dell’Imu, ma sarà pure con aliquota doppia rispetto alla prima abitazione (7,6 rispetto al 4).
Il classico caso è quello di un anziano che possiede un’abitazione ma risiede in via definitiva in una casa di riposo. Si tratta, come detto, di circa 300.000 anziani. Secondo La Stampa, la mazzata potrebbe aggirarsi tra i 1500 e i 2000 euro aggiuntivi (attenzione: aggiuntivi!) rispetto “a quello che si sarebbe dovuto pagare se l’imposta fosse stata calcolata sulla prima casa”.
Far pagare agli anziani in queste condizioni un contributo così imponente è agghiacciante. Il governo dovrebbe immediatamente intervenire e rimediare a questa ingiustizia. Monti non lo saprà, e nemmeno i suoi Ministri, ma questi anziani hanno nella casa di proprietà un reddito “integrativo” da sommare alla misera pensione. E mica per andare in vacanza, ma per pagare le dannate rate di quelle costosissime case di riposo.



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