domenica 23 marzo 2014

Quando c’era Berlinguer non c’era Veltroni Di ilsimplicissimus


28675293_nipotini-di-berlinguer-0File bibliche di autoblu della nomenclatura politica, specie piddina, folla di scorte per le alte cariche e ministri, giostra di auto di lusso di imprenditori, palazzinari, possidenti e naturalmente divine mondane, fauna da salotto, giornalisti, chiamati a decantare il santino filmico di Veltroni su Berlinguer., perché tutti hanno famiglia e i giornalisti spesso più di una. Insomma tutto l’ecumenismo sotto vuoto del Walter è lì a contraddire con la sua stessa presenza, la sua stessa esibizione, con il rumore cupo degli scheletri nell’armadio di cui peraltro ci si rifiuta di parlare, il segretario del Pci che pose la questione morale. Forse sapendo che dopo di lui sarebbe stato il diluvio e che negli afrori dell’arca sarebbero nati mutanti del calibro dei Fassino, dello stesso Veltroni e infine di Renzi per non parlare dei tanti ufficiali pagatori e dei menestrelli della intellighenzia
Chi ha visto questa sorta di documentario dice in privato che è una palla di due ore che esprime appieno tutta la mediocrità del regista amatoriale, altri puntano il dito sull’infantilismo e  la grossolanità della ricostruzione storica, ma non avendolo visto non voglio dare giudizi di seconda mano, anche se il richiamo a Berlinguer è un evidente tentativo di fondare su un nome ormai mitico le fortuna di una probabile mitica schifezza.
Ma una cosa è certa: la futile mondanità dentro cui si è celebrata la nascita del Veltroni regista della domenica, è la sconfessione vivente non solo di Berlinguer come segretario, del Pci, ma anche come uomo del tutto alieno dal sentimento della salottitudine e del dilettantismo politico e intellettuale che era presente alla “prima” dell’opera prima. Anzi guardando le immagini si ha l’impressione che i presenti non siano gli eredi, ma i traditori che si sono adagiati negli ozi della questione immorale. Non siano gli epigoni moderni, ma solo il rimasuglio della politica e della rendita di posizione, quel grasso persistente e opaco che si appiccica ai piatti, le ossicine spolpate che resistono alle spugnette.
Non basta fare santo Berlinguer per ottenere l’assoluzione. Anzi l’operazione è così rozzamente ipocrita che meriterebbe una penitenza aggiuntiva. E suscita un unico desiderio: quello di una lavapiatti.

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