venerdì 21 marzo 2014

Tsipras, trappola d’Aosta

Europee. Raccolta firme a pieno ritmo, ma è impar condicio in Valle. Barbara Spinelli scrive alla presidente Boldrini. Appello anche a Roberto Fico, il presidente a 5 stelle della commissione vigilanza Rai: la tv pubblica non informa
 
BANDIERALa rac­colta delle firme per pre­sen­tare la lista Tsi­pras alle euro­pee va bene; secondo gli orga­niz­za­tori per­sino molto bene. Un migliaio di ban­chetti in giro per l’Italia, solo per la prima set­ti­mana un ’teso­retto’ di 44mila firme, che signi­fi­cano vento in poppa per arri­vare alle neces­sa­rie 150mila entro la prima set­ti­mana aprile, ter­mine utile per la pre­sen­ta­zione. Un «for­mi­da­bile rap­porto con le per­sone, una prima strada per farci cono­scere, una rispo­sta piena di spe­ranza per il futuro», spiega Cor­rado Oddi, respon­sa­bile della raccolta.
Oddi ha un know how di tutto rispetto: ha coor­di­nato la trion­fale cam­pa­gna sui refe­ren­dum dell’acqua (2011, un milione e mezzo di firme, poi 27milioni di voti). Però c’è un però, anzi una trap­pola: «La legge elet­to­rale, di dub­bia legit­ti­mità demo­cra­tica, lo dico con un eufe­mi­smo, chiede 30mila firme per cia­scuna delle 5 cir­co­scri­zioni, 3mila firme in ogni regione. In Valle d’Aosta come in Lom­bar­dia. E cioè su un bacino di 90mila abi­tanti come in uno da 10milioni». Stessa cosa nelle isole. Secondo il plan­ning del respon­sa­bile, dalla Sici­lia, 5 milioni di anime, devono arri­vare almeno 25mila firme; dalla Lom­bar­dia ’solo’ 20mila.
C’è di meglio, si fa per dire. Ad Aosta la rac­colta di firme, già di per sé proi­bi­tiva data la pro­por­zione con gli abi­tanti, è una corsa ad osta­coli: gli uffici del sin­daco Bruno Gior­dano (Union Val­dô­taine) hanno depen­nato gran parte delle richie­ste di suolo pub­blico per i ban­chetti avan­zate dai comi­tati L’Altra europa con Tsi­pras. Motivo? «Un malin­teso signi­fi­cato della parola ’mono­po­li­stico’», spiega Rosa Rinaldi, della segre­te­ria Prc, volata in Valle per dare una mano. «Per l’amministrazione avremmo il ’mono­po­lio’ dei ban­chetti. Per que­sto ce ne ha negati molti. Pec­cato che l’unico ’mono­po­lio’ di cui godiamo, nostro mal­grado, è quello della rac­colta firme: siamo solo noi a doverla fare». Gli altri par­titi, che sie­dono in par­la­mento, non ne hanno biso­gno. «È una let­tura buro­cra­tica e non demo­cra­tica delle regole. E sia chiaro: tor­ne­remo alla carica, ma se non ci con­ce­de­ranno il suolo ce lo pren­de­remo lo stesso».
In città cir­cola un sospetto. Gli auto­no­mi­sti pun­tano a un can­di­dato unico con il Pd, che si gio­ve­rebbe parec­chio di non avere con­cor­renti a sini­stra. E così la sfida di Aosta è un rischia­tutto. Se non rag­giun­gesse quota 3mila ver­rebbe inva­li­data la lista nell’intera cir­co­scri­zione Nord-Ovest. E la strada per sca­val­care lo sbar­ra­mento nazio­nale (4%) diven­te­rebbe tutta salita. Sabato mat­tina in città arri­verà il socio­logo Marco Revelli. Men­tre a Palermo, a fine marzo, per il rush finale delle firme sbar­cherà il can­di­dato Ale­xis Tsipras.
Intanto oggi la pre­si­dente della camera Laura Bol­drini si vedrà reca­pi­tare una let­tera fir­mata Bar­bara Spi­nelli, ispi­ra­trice e capo­li­sta degli «euroin­su­bor­di­nati». Con la richie­sta di un incon­tro urgente per affron­tare il caso di trat­ta­mento uguale di situa­zioni dise­guali. «Chie­diamo alla pre­si­dente di farsi carico di que­sta dispa­rità demo­cra­tica. Alle poli­ti­che del 2013 la fine anti­ci­pata della legi­sla­tura ha abbat­tuto le firme neces­sa­rie fino al 25%, sotto la pres­sione di Grillo», ricorda Mas­simo Torelli, coor­di­na­tore della lista.
Anche per­ché, come se non bastasse, c’è l’eterno pro­blema dell’informazione pub­blica. I pro­mo­tori hanno scritto al pre­si­dente della Vigi­lanza Rai Roberto Fico (M5S) segna­lando — ve ne fosse biso­gno — che per la prima volta il 25 mag­gio «i cit­ta­dini con­cor­re­ranno diret­ta­mente all’elezione del pre­si­dente della Com­mis­sione». Gli ita­liani si tro­ve­ranno a votare nomi stra­nieri. Serve un appo­sito spot infor­ma­tivo. Fico ha fatto sapere che deve ancora appro­fon­dire il caso. Al voto man­cano meno di due mesi.
DANIELA PREZIOSI
da il manifesto

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