Come funziona il rapporto tra finanza e politica? Bene,
grazie. Certo, ci possono essere degli spiacevoli incidenti, ma basta
sapersi destreggiare e il gioco - per un po' - riesce. Se si esagera,
però, si finisce col sedere per terra
A leggere i brogliacci delle intercettazioni dell'inchiesta su
MontePaschi di Siena - che a noi naturalmente non sono mai stati
consegnati - sembra che venga una leggera vertigine. Tutta la gente che
vediamo insultarsi sanguinosamente nei talk show si ritrova invece
cordiale e conviviale nelle anticamere di un amministratore delegato di
una banca prestigiosa. Per il pubblico, specie "di sinistra" (almeno
quella parte di bocca decisamente buona), è inconcepibile che Bersani e
Santanché possano avere un qualsiasi rapporto. Ma attraverso Giuseppe
Mussari ogni commistione impensabile diventava possibile. Resta
naturalmente la domanda: soltanto attraverso MontePaschi o anche in
tante altra anticamere? Domanda retorica, sia chiaro: abbiamo avuto come
ministri Corrado Passera e Elsa Fornero (IntesaSanPaolo) e tanta altra
gente che fa dentro e fuori da decine di consigli di amministrazione,
bancari e no (Grilli, Siniscalco, ecc).
A voi il giudizio finale. Noi chiediamo il massimo della pena....
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dall'Huffington Post, che riprende La Stampa
Favori ai politici, di destra e di sinistra, attraverso cene e finanziamenti. È questo, come riporta la Stampa,
il quadro che viene alla luce dalle telefonate di Giuseppe Mussari, ex
presidente del Monte dei Paschi di Siena, intercettate nel 2010
nell'ambito dell'inchiesta sull'ampliamento dell'aeroporto senese di
Ampugnano. Intercettazioni acquisite ora dai pubblici ministeri di
Siena, Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso che indagano
sull'acquisizione di Antonveneta e sulle altre operazioni finanziarie
collegate, a rivelare quali e quanti favori e negoziati siano stati
condotti a Rocca Salimbeni.
Per non dimenticare nessuno, in questi brogliacci si citano: Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Romano Prodi, Giuliano Amato,Enrico Letta, Nicola Latorre, Pierluigi Bersani, Piero Fassino. Nomi di una squadra politicamente nota, quella del Pd a vario titolo. Poi ci sono le sorprese del Pdl: Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Daniela Santanché, Guido Crosetto. Il neo giudice della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, il 14 febbraio del 2010 parla con Mussari e gli chiede «se è vera la voce circa la sua candidatura all’Abi, in modo tale da fare qualcosa per sostenerlo». Mussari conferma l’indiscrezione. C’è un’altra conversazione registrata con Amato, il primo aprile di quell’anno. «Mi vergogno a chiedertelo - esordisce il professore Amato - ma per il nostro torneo ad Orbetello. È importante perché noi siamo ormai sull’uso... Che rimanga immutata la cifra della sponsorizzazione. Ciullini ha fatto sapere che insomma il Monte vorrebbe scendere da 150 a 125». Risponde Mussari: «Va bene. Ma la compensiamo in un altro modo». Amato: «Guarda un po’ se ci riesci. Sennò io non saprei come fare. Trova un gruppo». Mussari lo tranquillizza concludendo: «Lo trovo. Contaci».
Il 24 febbraio Piero Fassino chiama Mussari per sapere quando lo potrà incontrare a Roma. Ma il presidente Mps è per una settimana in ferie. «Ricontattami quando rientri per fissare un incontro. Così facciamo un po’ il punto totale».
Ecco invece i contatti con gli esponenti di centrodestra:
Il 17 marzo arriva la telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: «E’ possibile concedere al Teatro Biondo di Palermo un extrafido di 1.5 milioni di euro garantito da finanziamenti assicurati dalla Regione e dal Comune». Mussari risponde che se ne occuperà «immediatamente». Il 25 marzo Daniela Santanché gli chiede di fissare un appuntamento a Roma per il suo socio, Giampaolo Angelucci del gruppo Tosinvest (che è già cliente Mps). Il presidente Mussari le risponde che la ricontatterà il prossimo lunedì. Anche l’allora sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, vuole incontrare il presidente Mps, e gli dà appuntamento per il martedì successivo in ufficio, al ministro della Difesa.
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